Martedì 22 settembre 2026 si è chiusa al Ministero dell’Istruzione e del Merito la trattativa sull’ipotesi di CCNI per la ripartizione del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (FMOF) relativo all’anno scolastico 2026/2027. Il dato politicamente e contrattualmente più rilevante è la sostanziale continuità della dotazione, fissata – secondo quanto emerso dalla trattativa – in 847.360.000 euro, in linea con l’esercizio precedente.
Si tratta di una conferma significativa, perché mantiene stabile l’architettura del fondo in una fase in cui le organizzazioni sindacali continuano a segnalare la distanza tra risorse disponibili e fabbisogni effettivi delle istituzioni scolastiche. Sul piano normativo, il FMOF rappresenta il contenitore unitario delle risorse destinate ai principali istituti del salario accessorio del personale scolastico, in attuazione dell’art. 40 del CCNL comparto Istruzione e Ricerca 2016-2018, che ha istituito, a decorrere dall’a.s. 2018/2019, un unico fondo denominato appunto “Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” . La cornice generale resta quella della contrattazione integrativa, disciplinata dall’art. 40 del d.lgs. 165/2001 .
Dotazione confermata e impianto sostanzialmente invariato
L’ipotesi di accordo per il 2026/2027 si colloca quindi nel solco della precedente programmazione. Resta fermo l’impianto già utilizzato negli anni scorsi, con risorse destinate alle voci ordinarie del fondo: fondo di istituto, funzioni strumentali, incarichi specifici ATA, ore eccedenti, valorizzazione del personale e altri istituti contrattuali.
La scelta di non modificare la dotazione complessiva segnala una volontà di stabilità amministrativa e contrattuale, ma non scioglie le criticità che da tempo accompagnano il FMOF: da un lato la necessità di coprire attività sempre più estese con stanziamenti sostanzialmente fermi; dall’altro i ritardi nei passaggi di certificazione e nella sottoscrizione definitiva degli accordi.
Le conferme: piccole isole, continuità didattica e assistenti tecnici del primo ciclo
Sul piano delle destinazioni specifiche, l’ipotesi di CCNI conferma le misure già consolidate:
- l’indennità per il personale in servizio nelle piccole isole;
- gli interventi per la continuità didattica nelle aree a maggiore disagio;
- l’indennità specifica per gli assistenti tecnici del primo ciclo che operano su più istituzioni scolastiche.
La coerenza di queste misure con la struttura del FMOF trova riscontro nella disciplina contrattuale che concentra nel fondo unitario le risorse accessorie da ripartire tra le diverse finalità del servizio scolastico . Anche i più recenti decreti ministeriali continuano a richiamare il FMOF come perno della gestione delle competenze accessorie del personale scolastico .
Secondo alcune ricostruzioni circolate a margine della trattativa, l’indennità per le piccole isole interesserebbe ora anche il personale ATA: si tratta però di un profilo che andrà verificato sul testo definitivo.
La vera novità: incarichi specifici ATA compatibili con la posizione economica
Il punto di maggiore interesse pratico riguarda il personale ATA, e in particolare i collaboratori scolastici.
Secondo quanto emerge dall’ipotesi sottoscritta, sarebbe stato eliminato il vincolo di assorbimento tra:
- il beneficio economico derivante dalla posizione economica, e
- l’attribuzione di incarichi specifici ai collaboratori scolastici.
Se questa formulazione sarà confermata nella versione definitiva, il risultato sarà molto rilevante per la gestione delle scuole: il collaboratore scolastico già titolare di posizione economica potrà ricevere anche un incarico specifico, senza automatismi riduttivi o esclusioni.
La novità appare particolarmente significativa con riferimento alle attività di:
- assistenza agli alunni della scuola dell’infanzia;
- supporto agli studenti con disabilità.
Sul piano contrattuale, il tema si inserisce nella disciplina degli incarichi specifici del personale ATA, che continua a costituire una delle voci tipiche del FMOF , mentre il CCNL 2019-2021 dedica specifica attenzione alla struttura professionale del personale ATA e agli incarichi del settore . In termini operativi, la modifica è destinata a incidere direttamente sulla contrattazione integrativa d’istituto, perché riduce uno dei principali vincoli interpretativi che negli anni hanno limitato la possibilità di valorizzare il lavoro dei collaboratori scolastici.
Docenti: richiamo alla flessibilità organizzativa e didattica
Sul versante docente, l’ipotesi di CCNI richiama l’art. 88, comma 2, del CCNL 2006/2009 e ribadisce la necessità che la contrattazione integrativa d’istituto riservi adeguato spazio ai compensi per i docenti impegnati in attività di flessibilità organizzativa e didattica.
Il richiamo è coerente con la funzione del FMOF come strumento di copertura del lavoro aggiuntivo e delle attività organizzative che sostengono l’offerta formativa. In base alla logica del fondo unitario introdotto dal CCNL 2016-2018, infatti, la ripartizione delle risorse deve sostenere le esigenze didattiche, organizzative e professionali delle istituzioni scolastiche .
Tempistiche: comunicazione delle risorse e contrattazione d’istituto
Un altro passaggio importante riguarda i tempi. L’Amministrazione si sarebbe impegnata a comunicare entro la fine di settembre 2026 a ciascuna scuola l’importo delle risorse disponibili, così da consentire l’avvio tempestivo della contrattazione integrativa di istituto.
Questo aspetto è essenziale, perché la funzionalità del FMOF dipende non solo dall’entità delle somme, ma anche dalla tempestività dell’assegnazione e dalla possibilità per le scuole di programmare per tempo attività, incarichi e compensi. Il d.lgs. 165/2001 impone alle amministrazioni il rispetto degli obblighi assunti con i contratti collettivi nazionali e integrativi dalla data della sottoscrizione definitiva ; nella pratica scolastica, tuttavia, il problema si sposta spesso a monte, cioè sui tempi di certificazione e assegnazione delle risorse.
DSGA ed economie da dimensionamento: dichiarazione congiunta a verbale
A margine della firma è stata inoltre sottoscritta una dichiarazione congiunta a verbale con cui l’Amministrazione si impegna ad accelerare la ricognizione delle economie derivanti dal dimensionamento scolastico, per destinarle all’incremento dell’indennità dei funzionari EQ che ricoprono l’incarico di DSGA.
Il tema è coerente con la più recente evoluzione del quadro ATA, nel quale il CCNL 2019-2021 ha introdotto una disciplina aggiornata delle figure di elevata qualificazione e del trattamento economico connesso agli incarichi di DSGA . Anche se non si tratta ancora di una misura immediatamente finanziata nel testo base della ripartizione, il verbale segnala una precisa priorità negoziale.
Il nodo dei residui e delle somme non spese
Resta invece aperta la questione dei residui, cioè delle somme non spese negli esercizi precedenti. Gli articoli 9 e 10 dell’ipotesi richiamerebbero il loro riutilizzo, ma al momento non risultano ancora definiti né:
- l’ammontare complessivo delle economie disponibili;
- né i tempi di riassegnazione alle scuole.
Si tratta di un tema tutt’altro che secondario. Il corretto utilizzo integrale delle risorse disponibili è infatti un principio essenziale del funzionamento del fondo e della stessa contrattazione integrativa, anche alla luce della logica di riparto prevista dal CCNL .
Le critiche sindacali: risorse ferme e ritardi nei controlli
Il giudizio sindacale sull’intesa non appare uniforme. Pur a fronte della conferma delle risorse, alcune sigle evidenziano che il fondo resta insufficiente rispetto ai carichi di lavoro e alle esigenze organizzative delle scuole. In particolare, viene contestato il divario rispetto ai livelli di finanziamento del 2022 e si chiede un rifinanziamento strutturale.
Accanto al tema della quantità delle risorse pesa anche quello della trasparenza dei criteri di riparto e, soprattutto, dei tempi di certificazione da parte del MEF e della Ragioneria Generale dello Stato. Il precedente del CCNI 2025/2026, sottoscritto in via definitiva solo molti mesi dopo l’ipotesi, continua infatti a rappresentare il principale elemento di criticità amministrativa.
Ipotesi di accordo, non testo definitivo
Va infine ricordato che quella firmata il 22 settembre 2026 è, allo stato, un’ipotesi di accordo. Il testo dovrà ora superare i controlli di compatibilità finanziaria necessari prima della sottoscrizione definitiva.
Nel frattempo, però, l’intesa fornisce già alcune indicazioni chiare:
- le risorse restano ferme a 847,36 milioni;
- l’impianto del FMOF non cambia nella sua struttura portante;
- la novità più importante riguarda la piena compatibilità tra posizione economica e incarico specifico per i collaboratori scolastici;
- restano aperti i nodi dei residui, dei tempi di certificazione e dell’effettiva sufficienza del fondo.
Per le scuole, il dato più operativo è che la contrattazione integrativa d’istituto potrà partire in un quadro di sostanziale continuità, ma con una possibile innovazione significativa nella gestione degli incarichi specifici ATA. Se confermata nel testo definitivo, sarà proprio questa la modifica destinata ad avere l’impatto più concreto sull’organizzazione del lavoro nelle istituzioni scolastiche.
Riferimenti normativi essenziali
- Il FMOF è configurato come fondo unitario dal CCNL comparto Istruzione e Ricerca 2016-2018, art. 40 .
- La contrattazione integrativa nel pubblico impiego è disciplinata dall’art. 40 del d.lgs. 165/2001 .
- La più recente disciplina del personale ATA e dei relativi incarichi è contenuta nel CCNL comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021 .
- I decreti ministeriali più recenti confermano il FMOF quale snodo di gestione delle competenze accessorie del personale scolastico .










