L'apprendimento personalizzato è stato definito in diversi modi da vari autori. Tra questi un autore di particolare rilevanza è C. Claparède con la sua opera “L'école sur mesure” (1920). Secondo la sua impostazione agli alunni veniva data la possibilità di scegliere liberamente fra una serie di attività proposte dall'insegnante, al fine di migliorare la crescita intellettuale, sociale e morale, sviluppando la propria personalità in modo completo. I. G. Hozè stato il primo studioso ad utilizzare il termine "personalizzazione" nel contesto delle Scienze dell'Educazione, il suo lavoro più importante è "Educazione Personalizzata" pubblicato nel 1981. In Francia Philippe Meirieu e Jean Altieu hanno contribuito significativamente alla pedagogia della personalizzazione attraverso un approccio innovativo e inclusivo dell’istruzione. In Italia, per quanto ci risulta, Giuseppe Bertagna (Legge 53/2003 e Indicazioni nazionali primo ciclo del 2004) è stato il primo ad introdurre il concetto di personalizzazione con riferimento alla pedagogia dei citati Claparède, Hoz, Meirieu eAltieu.

La personalizzazione dell’insegnamento trova ampio riconoscimento nella normativa scolastica italiana. Uno dei primi riferimenti è il D.P.R. 275/1999, che introduce l’autonomia scolastica e attribuisce alle istituzioni scolastiche la responsabilità di progettare percorsi didattici coerenti con i bisogni degli studenti, facendo leva, tra l’altro, sulla flessibilità didattica ed organizzativa (artt.4 e 5 D.P.R.275/1999).

Successivamente, la Legge n. 53/2003 sottolinea la necessità di adattare l’insegnamento alle caratteristiche e ai ritmi di apprendimento di ciascun alunno. Più in particolare la legge n.170/2010 sui disturbi specifici di apprendimento (DSA) e il decreto n.5669/2011 con le Linee guida sui DSA. Infine, la Legge n.107/2015 (“La Buona Scuola”) ribadisce l’importanza di rispettare tempi e stili di apprendimento degli studenti, con l’obiettivo di migliorare i livelli di istruzione e contrastare la dispersione scolastica.

Queste disposizioni normative evidenziano come la personalizzazione non sia soltanto una scelta metodologica, ma rappresenti un principio fondamentale dell’azione educativa. In questo contesto il maggior contributo proviene dalle sopra citate Linee guida:“La didattica personalizzata, invece, anche sulla base di quanto indicato nella Legge n.53/2003 e nel Decreto legislativo 59/2004, calibra l’offerta didattica, e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità a livello personale dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, considerando le differenze individuali soprattutto sotto il profilo qualitativo;si può favorire, così, l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno, lo sviluppo consapevole delle sue ‘preferenze’e del suo talento. Nel rispetto degli obiettivi generali e specifici di apprendimento, la didattica personalizzata si sostanzia attraverso l’impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche, tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo in ogni alunno: l’uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali, etc.), l’attenzione agli stili di apprendimento, la calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti, nell’ottica di promuovere un apprendimento significativo”.

Sempre secondo M. Baldacci “quando parliamo di personalizzazione ci riferiamo invece a quella famiglia di strategie didattiche la cui finalità è quella di assicurare ad ogni studente una propria forma di eccellenza cognitiva, attraverso possibilità elettive di coltivare le proprie potenzialità intellettive. Si tratta di percorsi elettivi differenziati, per il raggiungimento di mete personali e lo sviluppo di proprie personali aree di eccellenza. Nella personalizzazione non si ha dunque solo diversificazione dei percorsi di insegnamento (cosa che si ha anche nell’individualizzazione) ma diversificazione dei traguardi di apprendimento, verso lo sviluppo di propri talenti personali”.

La crescente eterogeneità delle classi, l’attenzione ai bisogni educativi speciali e l’evoluzione delle teorie psico-pedagogiche hanno portato a valorizzare il concetto di personalizzazione dell’insegnamento, intesa come progettazione di percorsi formativi che tengano conto delle differenze cognitive, emotive e sociali degli alunni. Analogo ragionamento a quello dell’individualizzazione, in questo caso con obiettivi differenti per ognuno, si può applicare alla personalizzazione attraverso percorsi didattici articolati in relazione sia agli obiettivi che alle metodologie e alle tecnologie:

  • Interventi di sostegno per i soggetti disabili (da considerare la tipologia di PEI:ordinario, personalizzato, differenziato);
  • Attività personalizzate in relazione ai diversi bisogni educativi speciali (Sottocategorie BES:

Disturbi specifici dell’apprendimento, stranieri,etc.) considerando, appunto piani didattici personalizzati (PDP);

  • Attività di arricchimento, per gli alunni con alto potenziale cognitivo (nota MIUR n.5729 del 4 aprile 2019 alunni plusdotati o “gifted children”);
  • Attività di consolidamento, volte a rendere sicuri e stabili stabili gli apprendimenti

Nella didattica personalizzata bisogna considerare almeno quattro condizioni, tra loro connesse:“il pluralismo dei percorsi formativi, la possibilità di scelta da parte dell’alunno,un certo grado di consapevolezza circa il proprio profilo di abilità, la realizzazione di un adeguato contesto didattico” (M.Baldacci).

Insostanzal’alunno“deveesserecoscientedelprofilodellepropriepropensioni,maanchediventare progressivamente capace di distinguere tra “preferenze” e “attitudini” vere e proprie”. In questa prospettiva risulta basilare un approccio metacognitivo che valorizzi le differenze individuali nello studio. L’intervento strategico dovrebbe tener conto delle caratteristiche di chi studia, dei suoi atteggiamenti, delle conoscenze sulle proprie abilità (di memoria, motivazione) e dell’utilità e validità delle strategie. Come per la didattica individualizzata anche la personalizzata produce:

  • maggiore motivazione degli studenti
  • riduzione delle difficoltà di apprendimento
  • valorizzazione dei talenti individuali
  • miglioramento del clima di classe
  • promozione e miglioramento dell’auto efficacia e dell’autostima
  • promozione dell’inclusione scolastica

Alla luce dell’analisi dei due quesiti si può affermare che la sinergia tra questi due approcci (didattica individualizzata e personalizzata) permette di:

  • garantire a tutti gli alunni il raggiungimento delle conoscenze/competenze fondamentali (individualizzazione);
  • valorizzare le differenze, i ritmi di apprendimento e i talenti personali (personalizzazione).

Al centro del processo sinergico c’è il soggetto con la sua storia di apprendimento e le sue caratteristiche specifiche, come criterio guida per il successo formativo (Art.1, comma 2, D.P.R. 275/1999).

In definitiva si viene a delineare un’idea di scuola autentica dove la didattica diventa inclusiva, flessibile e centrata sull’alunno, favorendo sia l’uguaglianza delle opportunità formative sia lo sviluppo delle potenzialità individuali. X

Scheda di sintesi - Personalizzazione

  • Obiettivi differenti per ognuno
  • Applicazione di differenti strategie didattiche per promuovere il potenziale personale
  • Chi apprende partecipa attivamente alla costruzione del proprio percorso
  • Valorizzazione di tutte le dimensioni dell'alunno, non solo quella cognitiva
  • Valorizzazione delle precedenti conoscenze, competenze e abilità, formali e non
  • L'autodirezione è una capacità fondamentale
  • Il tutor ha un ruolo

Di Tullio Faia

Non ha ancora un account? Registrati ora!

Accedi con il tuo account