Il MIM ha pubblicato il 12 giugno 2026 l'Avviso pubblico prot. n. 150340 per la costituzione di poli formativi nazionali e territoriali per lo sviluppo del sistema di formazione continua sulle competenze didattiche e digitali del personale scolastico. La scadenza è fissata alle ore 18:00 del 19 giugno 2026 sette giorni di finestra per la candidatura. Un'analisi tecnica delle finalità, dei contenuti formativi obbligatori, dei criteri di selezione e delle attenzioni operative critiche per i dirigenti scolastici e i DSGA che intendano candidare la propria scuola.
L'Avviso pubblico prot. n. 150340 del 12 giugno 2026, pubblicato dall'Unità di missione PNRR del Ministero dell'Istruzione e del Merito, costituisce un atto di particolare rilievo strategico per il sistema scolastico italiano. Si inserisce nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Missione 4 (Istruzione e Ricerca), Componente 1 (Potenziamento dell'offerta dei servizi di istruzione), Investimento 2.1 (Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico) finanziato dall'Unione Europea attraverso l'iniziativa Next Generation EU. L'Avviso attua il D.M. del Ministro Valditara del 10 dicembre 2025, n. 248.
La finalità è promuovere la costituzione di poli formativi nazionali e territoriali ossia istituzioni scolastiche che assumeranno un ruolo di punti di riferimento territoriali per la formazione continua del personale scolastico sulle competenze didattiche e digitali. È un modello organizzativo che ha trovato applicazione già nel triennio precedente (con il D.M. 66/2023 che destinava 450 milioni di euro al medesimo investimento) e che ora viene rafforzato e specificato con nuovi contenuti in particolare l'intelligenza artificiale e la cybersicurezza alla luce delle più recenti evoluzioni normative.
Tre osservazioni di sintesi sui dati. Primo, il tetto di 700.000 euro per singolo progetto è significativo siamo nell'ordine di un investimento di livello medio-alto che può trasformare la capacità formativa di una scuola e accreditarla come polo di riferimento territoriale. Secondo, la riserva del 40% al Mezzogiorno è una clausola vincolante della programmazione PNRR (target di coesione territoriale), che mantiene la competizione tra scuole separata per area geografica: la concorrenza si sviluppa principalmente all'interno del proprio bacino di riferimento. Terzo, la finestra 12-19 giugno è oggettivamente stretta sette giorni naturali e impone una capacità di reazione organizzativa rapida da parte delle scuole intenzionate a candidarsi. Le scuole che hanno già esperienza di candidature PNRR sono evidentemente avvantaggiate.
L'art. 2, comma 4, dell'Avviso definisce con precisione i contenuti che i progetti formativi devono ricomprendere. Si tratta di otto aree tematiche di rilievo strategico, che nel loro insieme riflettono le priorità della politica scolastica italiana e europea sull'innovazione didattica e digitale. La completezza nel coprire le diverse aree è un elemento di valutazione del progetto.
Un dato di particolare rilievo che le scuole devono cogliere nella progettazione è il riferimento esplicito alle Linee Guida sull'Intelligenza Artificiale nelle scuole adottate con D.M. 9 agosto 2025, n. 166 e alla L. 23 settembre 2025, n. 132 (legge nazionale sull'IA, recante deleghe al Governo per l'attuazione del Regolamento UE 2024/1689, il c.d. AI Act). L'Avviso si presenta dunque come un'opportunità di consolidamento del quadro nazionale sull'IA nelle scuole, in coerenza con la più ampia strategia governativa sull'intelligenza artificiale.
Va segnalato un vincolo metodologico stringente: ogni progetto deve combinare due modalità formative distinte (a) percorsi in modalità fisica, virtuale o mista, sincroni o asincroni, eventualmente immersivi e residenziali; (b) percorsi interamente online con metodologia MOOC (massive open online course), erogati tramite la piattaforma Scuola Futura per garantire accesso flessibile a un numero elevato di partecipanti. La compresenza delle due modalità è elemento che il bando valorizza, e non un'opzione discrezionale del proponente.
L'art. 7 dell'Avviso disciplina i criteri di selezione delle proposte progettuali. La Commissione di valutazione appositamente nominata dal Direttore Generale dell'Unità di missione PNRR applicherà la seguente griglia di valutazione.
La griglia rivela alcune scelte strategiche del legislatore. Primo: il maggior peso (40 punti) è riservato alla qualità intrinseca della proposta progettuale, non all'esperienza pregressa. È un segnale incoraggiante per le scuole che pur senza una storia consolidata come poli formativi nazionali abbiano elaborato proposte progettuali innovative. Secondo: l'esperienza pregressa e la sostenibilità pesano per 30 punti area di valutazione che premia le scuole con una capacità istituzionale già strutturata. Terzo: il numero di partecipanti (15 punti, con scala progressiva) incoraggia i progetti di ampia portata, capaci di coinvolgere oltre 500 unità di personale. Quarto: la pluralità metodologica e i MOOC (15 punti) sono valorizzati come elemento di innovazione e di scalabilità della formazione.
La soglia di ammissibilità è fissata a 60 punti: le proposte che non raggiungono tale punteggio non sono ammesse al finanziamento, anche se in presenza di risorse residue. È un parametro che impone una qualità minima della proposta progettuale non basta presentare candidatura formalmente valida; è necessario costruire un progetto che dimostri qualità e capacità realizzativa.
Particolarmente delicata è la questione della selezione degli esperti esterni. L'Avviso richiama esplicitamente all'art. 3 e all'art. 5 il rispetto del D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (nuovo Codice dei contratti pubblici) per l'individuazione di soggetti privati e pubblici a titolo oneroso. Ciò significa che la scuola dovrà attivare procedure di selezione conformi al Codice (avvisi pubblici, valutazione dei curricula, motivazione della scelta). I costi affidati in violazione del Codice NON sono ammissibili a rendicontazione: è un punto di rigore amministrativo assoluto che richiede competenze gestionali specifiche del personale di segreteria. Le scuole che non abbiano già consolidata esperienza in selezioni di esperti esterni dovrebbero considerare l'opportunità di farsi affiancare da consulenti amministrativo-contabili.
Va inoltre segnalato che, per la gestione operativa del progetto, l'Avviso prevede l'uso obbligatorio della piattaforma Scuola Futura (scuolafutura.pubblica.istruzione.it) per l'inserimento di tutti i percorsi formativi. I percorsi non inseriti in piattaforma NON saranno ammissibili al finanziamento. È un vincolo tecnologico stringente che implica un'organizzazione gestionale particolarmente puntuale del personale di segreteria e del referente PNRR della scuola.
La ristrettezza dei termini dal 12 al 19 giugno, sette giorni naturali compresi due fine settimana richiede una capacità di reazione organizzativa rapida. Per le scuole che intendono candidarsi, ecco una roadmap operativa concreta articolata in cinque passi.
Passo 1 Decisione strategica del Dirigente Scolastico (entro 14 giugno). Verifica della sussistenza dei requisiti minimi (istituzione scolastica statale, capacità amministrativa, assenza di doppi finanziamenti); analisi delle esperienze pregresse come polo formativo; valutazione preliminare dell'opportunità di candidatura; coinvolgimento del DSGA e del referente PNRR della scuola.
Passo 2 Costruzione del partenariato (14-15 giugno). Identificazione di università, centri di ricerca, enti di formazione disponibili a collaborare; predisposizione delle lettere di intenti; verifica della compatibilità con le otto aree tematiche previste; mappatura del bacino di personale scolastico potenzialmente coinvolgibile. Va ricordato che il coinvolgimento di soggetti esterni richiede procedura competitiva: se non già avviata, è opportuno indicare nella candidatura che l'individuazione avverrà in sede di attuazione del progetto, mediante successive procedure ad evidenza pubblica.
Passo 3 Elaborazione della proposta progettuale (15-17 giugno). Definizione delle finalità, dei contenuti formativi nelle otto aree, della metodologia (con compresenza di modalità presenziale/mista e MOOC), del target di personale (oltre la soglia minima — soglie di 100, 200, 300, 400, 500 unità incidono sul punteggio), del piano finanziario (max 700.000 € con 5% per spese tecnico-operative), del cronoprogramma di attuazione. Particolare cura ai criteri di selezione, con verifica preliminare del punteggio atteso.
Passo 4 Generazione del CUP e compilazione della piattaforma (17-18 giugno). Accesso a Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it) tramite SPID o CIE del DS o DSGA; generazione del Codice Unico di Progetto (CUP) operazione tecnica che richiede tempo; inserimento dei dati progettuali; compilazione del piano finanziario; verifica delle informazioni inserite.
Passo 5 Firma digitale e inoltro (entro le ore 18:00 del 19 giugno). Firma digitale della proposta progettuale (preferibilmente con firma digitale remota SIDI; in alternativa, scarico del file, firma esterna, ricarico); inoltro della candidatura attraverso la piattaforma; verifica dell'assegnazione del numero identificativo. Si raccomanda di non procedere all'inoltro nelle ultime ore: il sistema potrebbe registrare picchi di traffico che ne rallentano il funzionamento.
L'Avviso PNRR del 12 giugno 2026 rappresenta un'occasione di significativo rilievo per le scuole italiane interessate a posizionarsi come poli formativi territoriali di riferimento sulle competenze didattiche e digitali. L'investimento fino a 700.000 euro per progetto consente di costruire programmi formativi di ampia portata, capaci di toccare le aree più strategiche dell'innovazione scolastica contemporanea (intelligenza artificiale, cybersicurezza, STEM, filiera 4+2, tecnologie per l'inclusione). Il modello è coerente con la più ampia strategia governativa di diffusione capillare delle competenze digitali nel sistema scolastico italiano, in particolare nelle aree del Mezzogiorno (cui è riservato il 40% delle risorse).
Vanno tuttavia tenute presenti alcune criticità che alla luce dell'esperienza dei progetti PNRR già avviati meritano di essere esplicitate. La prima è quella della tempistica stringente sette giorni per la candidatura sono oggettivamente pochi, soprattutto per le scuole che non abbiano già un'organizzazione strutturata sulla gestione di progetti europei. La seconda è quella del rigore amministrativo richiesto in fase di rendicontazione la rendicontazione PNRR è particolarmente puntigliosa, e errori in selezione degli esperti, documentazione delle attività o rispetto del DNSH possono comportare la perdita di significative quote di finanziamento. La terza è quella della necessità di un team gestionale dedicato: la gestione di un progetto da 700.000 euro richiede competenze amministrativo-contabili che le segreterie scolastiche tradizionali non sempre dispongono in modo strutturato.
Per il pubblico professionale di GiustoScuola dirigenti scolastici, DSGA, segreterie didattiche la raccomandazione operativa è di non sottovalutare la portata gestionale del progetto al momento della candidatura. Una buona pianificazione del team gestionale, eventualmente accompagnata da consulenze esterne sui profili più tecnici (selezione esperti, rendicontazione PNRR, gestione DNSH), è il miglior investimento per trasformare l'opportunità del finanziamento in effettiva capacità formativa della scuola. Per gli avvocati specializzati in diritto scolastico, il bando apre profili di consulenza preziosi: aiutare le scuole nella corretta costruzione delle procedure di selezione, nella prevenzione del contenzioso amministrativo, nella gestione di eventuali controversie con i revisori dei conti che verificheranno le rendicontazioni.
Resta sullo sfondo un'osservazione di sistema. L'Avviso è uno tassello di una strategia più ampia del MIM sull'innovazione digitale della scuola italiana, che comprende l'Avviso per gli snodi formativi sull'IA del 27 marzo 2026 (D.M. 219/2025, di cui abbiamo già trattato in questa rivista) e gli investimenti collegati al PNRR Missione 4. La sfida per il sistema scolastico italiano è quella di riuscire a integrare questi diversi flussi di finanziamento in una visione strategica coerente superando la frammentazione progettuale che ha caratterizzato in passato l'uso dei fondi europei nella scuola. La capacità delle singole scuole di costruirsi come soggetti strutturati di formazione continua anziché come gestori di singoli progetti isolati sarà la vera misura del successo di questa stagione.








