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Dal 1° marzo 2026 la riforma del sistema di accertamento della condizione di disabilità compie un ulteriore passo avanti. Con l’estensione della fase sperimentale a 40 nuove province, prende forma in maniera sempre più concreta il nuovo modello delineato dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, adottato in attuazione della legge delega n. 227/2021 in materia di disabilità.

La riforma si colloca all’interno di un più ampio processo di revisione delle politiche pubbliche rivolte alle persone con disabilità e ha l’obiettivo di superare l’attuale sistema frammentato di accertamento sanitario, affidando progressivamente all’INPS un ruolo centrale nella gestione dell’intero procedimento.

Il percorso normativo prevede infatti che, a partire dal 1° gennaio 2027, l’accertamento della condizione di disabilità venga svolto in via esclusiva dall’INPS, con l’intento di garantire maggiore uniformità sul territorio nazionale, tempi più rapidi nelle procedure e una gestione più integrata dei diritti e delle prestazioni connesse.

La nuova fase della sperimentazione

La fase sperimentale, già avviata in alcune province nel corso del 2025, viene ora ampliata con l’inclusione di ulteriori territori su tutto il territorio nazionale. Questa estensione rappresenta un passaggio fondamentale per testare operativamente il nuovo sistema di accertamento e per verificare l’efficacia delle procedure informatiche e organizzative predisposte dall’Istituto.

L’obiettivo della sperimentazione è infatti quello di consentire un progressivo adattamento delle strutture sanitarie, degli operatori e degli stessi cittadini al nuovo modello di valutazione, riducendo al minimo le criticità in vista della piena entrata a regime della riforma.

Il certificato medico introduttivo: la porta d’ingresso del nuovo sistema

Uno degli elementi cardine della riforma è rappresentato dall’introduzione del certificato medico introduttivo, documento che costituisce il presupposto per l’avvio del procedimento di accertamento della disabilità.

Il certificato ha la funzione di attivare formalmente il procedimento valutativo di base e deve essere compilato e trasmesso esclusivamente in modalità telematica all’INPS tramite il servizio dedicato denominato “Certificato medico introduttivo – Invalidità civile”, disponibile all’interno dei portali dell’Istituto.

All’interno della piattaforma sono inoltre disponibili guide operative e tutorial destinati ai professionisti sanitari, finalizzati a facilitare la corretta compilazione del documento e a garantire uniformità nella raccolta delle informazioni sanitarie.

La digitalizzazione dell’intero procedimento rappresenta uno dei pilastri della riforma e mira a ridurre i tempi di gestione delle pratiche, migliorando la tracciabilità delle procedure e la trasparenza amministrativa.

I medici abilitati al rilascio del certificato

Il certificato medico introduttivo può essere redatto da una pluralità di professionisti sanitari, in modo da garantire un accesso capillare al servizio su tutto il territorio nazionale. In particolare, possono procedere alla compilazione del documento:

  • i medici di medicina generale;

  • i pediatri di libera scelta;

  • gli specialisti ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale;

  • i medici ospedalieri;

  • i medici in servizio presso strutture sanitarie private accreditate;

  • i medici in quiescenza iscritti all’albo professionale.

Questa apertura a diverse categorie di medici risponde alla necessità di rendere il sistema più accessibile ai cittadini, evitando che l’avvio della procedura di accertamento sia condizionato da limitazioni organizzative o territoriali.

Le istruzioni operative dell’INPS: il messaggio n. 639 del 23 febbraio 2026

Per accompagnare l’estensione della sperimentazione, l’INPS ha pubblicato il messaggio n. 639 del 23 febbraio 2026, con il quale vengono fornite le indicazioni operative per la profilazione dei medici all’interno della piattaforma telematica.

Il sistema distingue tra diverse situazioni operative.

I medici che intendono abilitarsi per la prima volta al servizio devono compilare il modulo AP110, disponibile in formato PDF editabile, e trasmetterlo tramite posta elettronica certificata alla struttura INPS territorialmente competente.

I professionisti già abilitati al sistema, invece, possono continuare ad utilizzare il profilo già in loro possesso, estendendone l’operatività anche alle nuove province coinvolte nella fase di sperimentazione.

Una disciplina specifica è prevista per i medici non dipendenti del Servizio sanitario nazionale, come i liberi professionisti o i medici in quiescenza. In questi casi è richiesta anche la presentazione di una dichiarazione di responsabilità con cui il professionista attesta:

  • di aver realizzato, o di essere in fase di realizzazione, il dossier formativo di gruppo FNOMCeO relativo al triennio 2023-2025;

  • di essere in possesso di firma digitale, requisito necessario per la validazione e trasmissione telematica del certificato.

Questi requisiti sono stati introdotti per garantire elevati standard professionali e assicurare che il procedimento di accertamento della disabilità si basi su valutazioni sanitarie adeguatamente documentate.

L’eccezione della Provincia autonoma di Bolzano

La nuova procedura non trova applicazione nella Provincia autonoma di Bolzano, territorio nel quale il sistema di accertamento della disabilità segue una disciplina organizzativa distinta.

In questa realtà, infatti, l’INPS non è coinvolto nella gestione delle procedure di accertamento, che restano affidate alle strutture provinciali competenti in virtù dell’autonomia riconosciuta allo statuto speciale della provincia.

Un sistema più uniforme e digitale

La riforma dell’accertamento della disabilità rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi anni nel settore delle politiche sociali. Il nuovo modello punta a superare la frammentazione delle procedure esistenti, che spesso comportavano tempi lunghi e disomogeneità territoriali.

Attraverso la centralizzazione del procedimento presso l’INPS e l’utilizzo di strumenti digitali, il legislatore mira a costruire un sistema più efficiente, trasparente e uniforme, in grado di garantire ai cittadini un accesso più rapido ai diritti e alle prestazioni connesse alla condizione di disabilità.

La fase sperimentale attualmente in corso costituisce dunque un passaggio essenziale per verificare sul campo l’efficacia delle nuove procedure e per accompagnare progressivamente il sistema verso la piena operatività prevista per il 2027.

Assistenza e supporto tecnico

Per eventuali chiarimenti tecnici o procedurali relativi alla sperimentazione, l’INPS ha attivato uno specifico canale di supporto. Professionisti e operatori sanitari possono rivolgersi all’Istituto attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato:

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Si tratta di una casella istituzionale creata per fornire assistenza durante la fase di implementazione del nuovo sistema e per raccogliere eventuali segnalazioni o criticità operative.

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