È attivo il portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito dedicato alla consultazione delle materie dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2025/2026, raggiungibile all’indirizzo https://visualizzamaterieesame.static.istruzione.it/. Lo strumento consente a studenti, famiglie, docenti e dirigenti scolastici di verificare, per ciascun percorso di studio e relativo indirizzo, quali siano le discipline individuate come oggetto della seconda prova scritta e quali confluiscano nel colloquio orale. Si tratta di un motore di ricerca strutturato per tipologia di istituto e indirizzo, pensato per offrire una consultazione rapida delle informazioni ufficiali una volta che queste siano state formalmente pubblicate dall’Amministrazione.
La Maturità 2026 segna un passaggio decisivo nel processo di ridefinizione dell’Esame di Stato. Con il decreto ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha messo nero su bianco un nuovo assetto dell’esame che incide in modo profondo soprattutto sulla prova orale, trasformandola da momento elastico e spesso imprevedibile a prova strutturata, ancorata a discipline predeterminate.
L’Esame di Maturità 2026 si articola in:
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una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi;
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una seconda prova scritta, sulle discipline caratterizzanti il percorso di studi;
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il colloquio orale.
La prima prova è fissata per giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30. Il giorno successivo, 19 giugno, si svolgeranno le seconde prove scritte di indirizzo.
Per il 2026 il Ministero ha confermato alcune scelte considerate “classiche”:
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Latino al Liceo classico
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Matematica al Liceo scientifico
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Scienze umane al Liceo delle Scienze umane
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Economia aziendale negli Istituti tecnici – Amministrazione, finanza e marketing
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Discipline turistiche e aziendali negli Istituti tecnici – Turismo
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Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio
In alcuni percorsi specifici (EsaBac, opzioni internazionali, scuole con ordinamenti particolari o minoranze linguistiche) resta prevista anche una terza prova scritta.
Dal 2026 le commissioni d’esame sono composte da:
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un presidente esterno;
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due commissari esterni;
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due commissari interni.
Una struttura ridotta che, nelle intenzioni del Ministero, dovrebbe favorire maggiore efficienza organizzativa e una valutazione più focalizzata sulle discipline.
Il dato più rilevante è che, a partire da quest’anno, le materie dell’esame non sono più affidate a prassi interpretative o consuetudini scolastiche. Il decreto stabilisce infatti che, entro il mese di gennaio di ogni anno, vengano individuate con atto formale le discipline oggetto della seconda prova scritta e, soprattutto, le quattro discipline su cui deve svolgersi il colloquio d’esame. Si tratta di una svolta culturale prima ancora che organizzativa. Per anni il colloquio è stato percepito come una sorta di spazio “onnicomprensivo”, nel quale potevano confluire liberamente tutte le materie dell’ultimo anno, con margini di discrezionalità elevatissimi per le commissioni. Dal 2026 questo schema viene superato: l’orale deve vertere sulle quattro discipline individuate nelle tabelle allegate al decreto, e solo su quelle, ferma restando la possibilità di collegamenti e raccordi interdisciplinari. Il colloquio viene così ripensato come vera prova disciplinare, finalizzata ad accertare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna materia, la capacità di utilizzare le conoscenze in modo integrato e l’attitudine ad argomentare in maniera critica e personale
Parallelamente, il decreto rafforza il valore giuridico del colloquio. L’esame di maturità è validamente sostenuto solo se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, compreso il colloquio orale. In altri termini, l’orale non è una fase accessoria: senza orale, l’esame non esiste. Anche il contenuto interno del colloquio viene dettagliato in modo puntuale. Oltre alle domande sulle quattro discipline, la commissione deve tenere conto del Curriculum dello studente, delle esperienze di PCTO, delle competenze di educazione civica e delle informazioni contenute nel documento del consiglio di classe. È previsto inoltre che il candidato presenti una breve relazione o un elaborato multimediale sulle esperienze di formazione scuola-lavoro e che vengano discussi anche gli elaborati delle prove scritte.
Sul versante delle prove scritte, il decreto conferma che le discipline della seconda prova sono individuate annualmente con le stesse tabelle. Per gli istituti professionali resta fermo il modello fondato sulle competenze in uscita e sui nuclei fondamentali di indirizzo, mentre per gli altri percorsi la seconda prova continua a essere ancorata alle materie caratterizzanti.
Resta centrale il ruolo del comportamento. In caso di valutazione finale pari a sei decimi in condotta, il candidato deve affrontare anche un elaborato critico su temi di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto di comportamento incide inoltre sull’attribuzione del credito scolastico.
Un principio viene affermato in modo esplicito: l’Esame di Stato è validamente sostenuto soltanto se il candidato partecipa regolarmente a tutte le prove, compreso il colloquio orale. Il rifiuto di sostenere l’orale comporta quindi la non ammissione al superamento dell’esame. La previsione risponde alle contestazioni registrate negli anni precedenti e riafferma il carattere unitario dell’Esame di Maturità.
La Maturità 2026, dunque, non è soltanto un esame con qualche aggiustamento tecnico. È un esame che cambia filosofia. L’orale non è più uno spazio libero di conversazione, ma una prova strutturata, disciplinare, con confini chiari. Una trasformazione che promette maggiore serietà e rigore, ma che apre anche nuovi interrogativi sulla coerenza delle scelte ministeriali e sull’impatto reale che queste avranno sulla preparazione degli studenti.










