Il decreto Milleproroghe di fine 2025 interviene su alcuni nodi strutturali del sistema scolastico e della formazione tecnica superiore, prorogando misure considerate essenziali per garantire continuità amministrativa e didattica. Le novità riguardano, in particolare, i docenti di religione cattolica, il funzionamento degli Uffici scolastici regionali, il riconoscimento dei titoli esteri e il sostegno al sistema degli ITS Academy.

Si tratta di interventi che, pur non introducendo riforme di sistema, evitano vuoti normativi e consentono alle amministrazioni di affrontare il 2026 senza brusche interruzioni operative.

Docenti di religione: più assunzioni oltre il turn over ordinario

Una delle proroghe più rilevanti interessa i docenti di religione cattolica. Anche per l’anno scolastico 2026/2027 viene mantenuta una deroga al meccanismo ordinario del turn over, consentendo assunzioni a tempo indeterminato in misura superiore a quella normalmente consentita.

La misura tiene conto del ritardo accumulato nella conclusione delle procedure concorsuali, sia ordinarie sia straordinarie. I posti già autorizzati per l’anno scolastico 2024/2025 e rimasti scoperti potranno quindi essere utilizzati per nuove immissioni in ruolo, ampliando le possibilità di stabilizzazione per il personale precario.

L’obiettivo è duplice: evitare che i posti restino vacanti e ridurre, almeno in parte, il bacino del precariato storico nel settore dell’insegnamento della religione.

Uffici scolastici regionali: confermato il potenziamento amministrativo

Il Milleproroghe interviene anche sul versante organizzativo, prorogando il supporto straordinario agli Uffici scolastici regionali. Viene confermato l’utilizzo del contingente di personale ATA già collocato in posizione di comando, composto da collaboratori scolastici e assistenti amministrativi e tecnici.

Questa misura consente alle direzioni regionali di proseguire nel percorso di rafforzamento delle funzioni amministrative e gestionali, sempre più centrali in un sistema scolastico chiamato a gestire appalti, progetti PNRR, orientamento e supporto alle istituzioni scolastiche autonome.

In parallelo, vengono prorogati anche i contratti a tempo determinato dei dirigenti tecnici (ispettori), in attesa della conclusione del concorso per le nuove assunzioni. Una soluzione ponte che evita il depotenziamento delle attività di vigilanza, valutazione e supporto tecnico-pedagogico.

Riconoscimento dei titoli esteri: rinnovata la convenzione con il CIMEA

Un’altra proroga di rilievo riguarda il riconoscimento dei titoli di studio e di abilitazione conseguiti all’estero. Per il triennio 2026-2028 il Ministero dell’Istruzione e del Merito potrà continuare ad avvalersi del CIMEA, il Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche.

La convenzione triennale consente di affidare al CIMEA attività di supporto tecnico nella valutazione delle istanze relative ai titoli esteri, comprese le specializzazioni sul sostegno. L’intervento mira a rendere più efficiente la gestione dei procedimenti amministrativi, ridurre l’arretrato e affrontare in modo più strutturato il crescente contenzioso in materia.

In un contesto caratterizzato da un aumento delle richieste di riconoscimento, la proroga rappresenta un elemento di stabilità per un settore spesso oggetto di criticità applicative.

ITS Academy: più tempo alle Regioni per cofinanziare il sistema

Infine, il decreto estende anche al 2026 la possibilità per le Regioni di cofinanziare il sistema degli ITS Academy. Una facoltà che sarebbe scaduta nel 2025 e che viene prorogata per garantire continuità agli investimenti nel comparto della formazione tecnica superiore.

La misura si inserisce in un quadro più ampio segnato dall’attuazione del PNRR, che destina agli ITS risorse complessive pari a circa 1,5 miliardi di euro. La proroga consente alle Regioni di affiancare i fondi nazionali ed europei, sostenendo lo sviluppo di un canale formativo considerato strategico per il collegamento tra istruzione e mondo del lavoro.

Proroghe come strumento di stabilizzazione

Nel complesso, le proroghe di fine anno non introducono cambiamenti radicali, ma svolgono una funzione di stabilizzazione del sistema. In un momento in cui scuola e formazione sono chiamate a gestire transizioni complesse – dal reclutamento al PNRR, fino all’internazionalizzazione dei percorsi – il legislatore sceglie la strada della continuità, rinviando a interventi successivi eventuali riforme strutturali.

Dal gennaio 2026, dunque, il sistema scolastico potrà contare su un quadro normativo più stabile, almeno per quanto riguarda alcuni dei suoi snodi più delicati.

 
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