Lo schema di decreto che regolerà l’aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento per il biennio 2026-2028 ha ricevuto l’approvazione unanime del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, confermando l’impianto proposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Si tratta di un provvedimento che non punta a innovare, ma a consolidare un sistema che, nonostante la drastica riduzione numerica degli iscritti rispetto al passato, continua ad avere un peso decisivo: le GAE restano infatti la fonte del 50% delle immissioni in ruolo autorizzate annualmente, oltre che lo strumento principale per l’assegnazione delle supplenze annuali e fino al 30 giugno.
La scelta del Ministero è stata quella della stabilità normativa. Il nuovo regolamento ripropone le disposizioni già applicate nel precedente aggiornamento disciplinato dal DM 37 del 29 febbraio 2024. Nessun cambio di impostazione, nessuna apertura straordinaria, nessuna modifica ai criteri di inserimento o ai punteggi. Una decisione dettata dall’assenza di riforme legislative recenti e dalla volontà di garantire alle amministrazioni periferiche procedure già collaudate, capaci di sostenere il carico delle operazioni estive senza introdurre ulteriori variabili.
La vera novità si trova all’interno dell’articolo 10 del decreto, che introduce una programmazione temporale anticipata delle operazioni annuali. Per la prima volta, infatti, le scadenze sono fissate con più di sei mesi di anticipo, offrendo un quadro chiaro e prevedibile agli aspiranti. Dal 15 giugno al 2 luglio 2026 sarà aperta l’unica finestra utile per presentare domanda di scioglimento della riserva. Potranno accedervi i docenti già inseriti con riserva nelle GAE che conseguiranno, entro il 30 giugno 2026, il titolo di abilitazione, la specializzazione sul sostegno o il titolo per i metodi didattici differenziati. Le stesse date valgono anche per chi deve dichiarare i requisiti necessari a beneficiare della riserva dei posti ai sensi della legge 68/1999 e dell’art. 6 del DL 4/2006.
Un altro elemento importante è il meccanismo di allineamento automatico con le Graduatorie d’Istituto. L’aggiornamento delle GAE, come già previsto dall’articolo 11, comma 6 dello schema di decreto, comporterà un successivo avviso ministeriale che aggiornerà in modo sincronizzato la prima fascia delle GI. In questo modo si evita la frammentazione delle procedure e si garantisce una maggiore coerenza tra le graduatorie “madri” e quelle utilizzate quotidianamente dalle scuole per l’attribuzione delle supplenze.
Il CSPI, pur esprimendo un parere totalmente favorevole, ha integrato la propria approvazione con un’osservazione ormai ricorrente nel panorama amministrativo: la tenuta del sistema informatico. L’introduzione di una finestra unica è considerata una scelta opportuna, ma l’esperienza dei precedenti aggiornamenti induce cautela. Il timore è che il Portale INPA — oggi chiamato a gestire la totalità delle procedure — possa trovarsi sotto pressione proprio nei giorni decisivi di fine giugno e inizio luglio. Da qui l’invito del Consiglio a mantenere un margine di flessibilità qualora si rendesse necessario intervenire per garantire il corretto svolgimento delle operazioni.
Le Graduatorie ad Esaurimento, nonostante il nome e una lenta progressiva contrazione, continuano dunque a essere un perno del reclutamento. In molte province del Nord sono ormai quasi svuotate, mentre in diverse realtà del Sud conservano ancora numeri significativi. Questa disomogeneità conferma una delle caratteristiche storiche del sistema: la sua capacità di riflettere, e talvolta amplificare, le dinamiche territoriali del precariato italiano.
Il nuovo decreto non cambia la sostanza, ma offre un quadro temporale più stabile e condizioni più prevedibili per gli aspiranti. È una riforma silenziosa, fatta di continuità più che di innovazione, che mira a garantire che le operazioni di reclutamento dell’estate 2026 possano svolgersi con maggiore ordine e minori sorprese. In un sistema spesso segnato da accelerazioni improvvise e modifiche dell’ultimo minuto, questa volta la parola chiave sembra essere una sola: programmazione.








