In arrivo in Senato, tramite la bozza DPR attuativo dell'articolo 26 del decreto legge del 23 settembre 2022, n. 144, la nuova riforma degli istituti tecnici che entrerà in vigore nell'a.s. 2023/2024 col fine di allineare la richiesta di un numero sempre maggiore di competenze professionali alla formazione proveniente dall'istruzione tecnica. Competenze connesse all'innovazione digitale, alla transizione ecologica, alla trasformazione dei settori economico-finanziari e all'innalzamento della competitività internazionale del nostro Paese, in relazione alle richieste del Piano Nazionale Industria 4.0.

Mentre la riforma degli istituti tecnici prevista dal PNRR dovrebbe entrare in vigore a partire dall'a.s. 2024/2025 e vedrà vicino al canale ordinario dei 5 anni di istruzione tecnica, una sperimentazione dei quadriennali con due anni in più per ITS in alternativa all'università (4 + 2). 

Fondamentale, a livello pratico, il potenziamento dei tirocini, degli stage e dei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) che si potranno personalizzare e ai quali si accederà già dal secondo anno per un totale di 400 pre da svolgere nel tirennio.

Ulteriore passo in avanti è la riformulazione degli orari: 1221 ore di lezione sulla parte generale nel primo biennio e 891 sulla parte di indirizzo, 990 ore di lezione generale nel secondo biennio e 1122 sulla parte di indirizzo, 990 ore complessive al quinto anno, distribuite in 462 di parte generale e 528 di indirizzo. 

Infine sarà potenziata la formazione dei docenti tramite corsi che potranno seguire all'interno delle aziende con le quali la scuola collabora. Una soluzione per ampliare le conoscenze da parte delle istituzioni scolastiche e favorire i rapporti con il mondo del lavoro. 

 

 

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