Prende il via una nuova stagione contrattuale per il personale della scuola. L’11 marzo è previsto il primo incontro per l’avvio delle trattative sul rinnovo del contratto collettivo nazionale relativo al triennio 2025-2027, che riguarda oltre un milione di lavoratori tra docenti, personale amministrativo e personale ausiliario.

Gli aumenti previsti per i docenti

Secondo le stime elaborate a livello governativo, il nuovo rinnovo contrattuale dovrebbe portare a un incremento medio delle retribuzioni dei docenti pari a circa 143 euro mensili lordi. Questa cifra si aggiungerebbe agli aumenti già riconosciuti nei precedenti rinnovi contrattuali degli ultimi anni.

Considerando l’intero ciclo di rinnovi, gli incrementi complessivi stimati per gli insegnanti arriverebbero a circa 416 euro medi mensili rispetto ai livelli retributivi precedenti al 2022.

Retribuzioni meno legate solo all’anzianità

Uno dei nodi principali della trattativa riguarda il superamento di un modello retributivo basato esclusivamente sull’anzianità di servizio. L’atto di indirizzo che guiderà il negoziato prevede infatti di valorizzare maggiormente alcune funzioni svolte all’interno delle scuole e il ruolo della formazione continua dei docenti.

L’obiettivo è collegare una parte degli incrementi economici allo sviluppo professionale e all’assunzione di specifiche responsabilità organizzative e didattiche all’interno delle istituzioni scolastiche.

Incarichi e nuove figure nella scuola

Tra le attività che potrebbero essere oggetto di riconoscimento economico rientrano diversi incarichi già presenti nell’organizzazione scolastica. Si tratta, ad esempio, dei docenti tutor e orientatori introdotti nell’ambito delle politiche di orientamento e personalizzazione dei percorsi formativi, ma anche dei collaboratori del dirigente scolastico, dei referenti di plesso e dei responsabili di progetti didattici.

Il contratto dovrà quindi individuare modalità concrete per valorizzare queste funzioni, che spesso rappresentano un supporto essenziale alla gestione dell’offerta formativa delle scuole.

Formazione e incentivi professionali

Un altro punto centrale della discussione riguarda il sistema di formazione in servizio. Il modello delineato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito prevede un percorso articolato che potrebbe tradursi in diverse forme di incentivo economico.

In particolare si ipotizza un primo riconoscimento economico legato alla partecipazione ai percorsi formativi, un incremento stabile per chi completa con successo tali percorsi e una quota ulteriore collegata allo svolgimento di incarichi o attività aggiuntive all’interno della scuola.

Questo sistema mira a rafforzare le competenze professionali del personale scolastico e a sostenere le trasformazioni richieste dal sistema educativo, soprattutto nei campi dell’innovazione digitale e dello sviluppo delle competenze tecnico-professionali.

Welfare e servizi per il personale

Nel confronto contrattuale troveranno spazio anche strumenti di welfare destinati ai dipendenti della scuola. Tra le ipotesi allo studio vi sono servizi di assistenza sanitaria integrativa e piattaforme che consentano ai lavoratori di accedere a convenzioni e agevolazioni per l’acquisto di beni e servizi.

Questi interventi si inseriscono in una più ampia strategia volta a migliorare le condizioni complessive di lavoro nel settore scolastico.

Il negoziato che si apre nelle prossime settimane dovrà quindi affrontare temi rilevanti sia sul piano economico sia su quello organizzativo. Da un lato vi è l’esigenza di adeguare le retribuzioni del personale scolastico; dall’altro si punta a ridefinire il modello di valorizzazione professionale dei docenti e del personale della scuola in un contesto educativo in continua evoluzione.

 
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