Il modello definitivo della Certificazione Unica (CU) 2026 approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate il 15 gennaio 2026 e le relative istruzioni per la compilazione sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Attraverso la CU i sostituti d’imposta certificano i redditi da lavoro di ogni tipo (dipendente e assimilati, autonomo o provvigioni) e i redditi diversi, oltre ai corrispettivi ottenuti dai contratti di locazione brevi per il periodo di imposta 2025.

La disciplina prevede modifiche alle scadenze fiscali per l’e.f. 2026 per l’inoltro delle certificazioni uniche 2026 ed in particolare prevede:

  1. Redditi da lavoro dipendente e assimilati: resta confermato il termine del 16 marzo per la presentazione delle CU.
  2. Redditi di lavoro autonomo professionale e provvigioni: la nuova scadenza è il 30 aprile (a decorrere dal 2026).
  3. Redditi esenti o non dichiarabili con il modello precompilato: rimane il termine del 31 ottobre.

Questo doppio binario richiede particolare attenzione da parte di sostituti d’imposta che dovranno organizzarsi per inviare le diverse tipologie di CU in momenti distinti.

Relativamente alle CU 2026, le principali novità vengono qui di seguito evidenziate.

Detrazioni per lavoro dipendente e familiari a carico

Nell'ambito del Modello di certificazione Unica 2026, rimane confermata la riduzione da quattro a tre scaglioni di reddito per le aliquote IRPEF che, anche per il periodo d'imposta 2025, sono le seguenti:

  • fino a 28.000 euro, 23%;
  • oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35%;
  • oltre 50.000 euro, 43%.

Ulteriore conferma riguarda le detrazioni per redditi di lavoro dipendente, con l'innalzamento da 1.880 euro a 1.955 euro della detrazione prevista per i contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente (escluse le pensioni ed assegni ad esse equiparati) e, per taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, in caso di reddito complessivo non superiore a 15.000 euro.

Rimane, altresì, confermato il trattamento integrativo che spetta, in rapporto al periodo di lavoro nell'anno, se l'imposta lorda determinata sul reddito di lavoro dipendente e su alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente è maggiore della detrazione per lavoro dipendente ridotta di 75 euro.

Diversamente, sono state abolite le detrazioni IRPEF per i figli a carico con più di 30 anni, non disabili. Pertanto, la detrazione per i figli a carico spetta ai contribuenti che abbiano figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi, affiliati o affidati, nonché i figli conviventi del coniuge deceduto, d'età pari o superiore a 21 anni, ma inferiore a 30 anni e i figli d'età pari o superiore a 30 anni con disabilità accertata (art. 3 della legge 104/92).

Relativamente alle detrazioni per familiari fiscalmente a carico, diversi dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato e dai figli, le stesse spettano solo in relazione ai soli ascendenti che convivano con il contribuente. Tali detrazioni, inoltre, non spettano ai contribuenti che non sono cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione Europea o di uno Stato aderente all'accordo sullo Spazio economico europeo, in relazione ai loro familiari residenti all'estero.

Indennità per i lavoratori dipendenti...

di Maria Rosaria Tosiani

Continua sulla rivista AMMINISTRARE LA SCUOLA N.2 2026

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