Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato i risultati più recenti del proprio monitoraggio nazionale sugli episodi di violenza contro il personale scolastico, confermando una forte diminuzione dei casi registrati rispetto agli anni scolastici precedenti.
Trend positivo nei dati 2025/26
Secondo i dati del monitoraggio, nell’anno scolastico 2025/2026 (rilevazione da inizio anno a dicembre) sono stati rilevati solo 4 episodi di violenza nei confronti di docenti e personale ATA, un numero significativamente inferiore rispetto alle 21 aggressioni registrate nello stesso periodo dell’anno scolastico 2024/2025 e rispetto alle 19 del 2023/2024 nello stesso arco temporale.
Allargando lo sguardo alla totalità dell’anno scolastico, i dati ministeriali mostrano una tendenza decrescente nel complesso degli episodi: mentre per il 2023/2024 erano stati segnalati complessivamente 71 casi, e per il 2024/2025 51 casi, i primi numeri relativi al 2025/2026 indicano un calo importante già nei primi mesi dell’anno scolastico.
Chi sono le vittime maggiormente colpite
Le rilevazioni del Ministero confermano che la maggior parte delle aggressioni riguarda gli insegnanti, spesso bersaglio di violenza proveniente da familiari degli studenti. Questo profilo degli episodi mette in luce dinamiche relazionali e contesti esterni alla normale dinamica didattica, richiedendo interventi non solo repressivi ma anche educativi e preventivi.
Interpretazione e iniziative correlate
Secondo il comunicato del MIM, il calo registrato può essere interpretato come il risultato di diverse misure introdotte negli ultimi anni, tra cui sanzioni più severe per chi usa violenza contro il personale scolastico e politiche di “zero tolleranza” verso ogni forma di aggressione nei confronti di docenti e operatori scolastici.
La riduzione degli episodi, pur se significativa, resta un dato da confermare nel proseguo dell’anno scolastico. Tuttavia, la tendenza positiva è considerata un segnale incoraggiante che testimonia l’efficacia di un approccio integrato tra monitoraggio statistico, tutela giuridica del personale e azioni culturali di valorizzazione del ruolo educativo degli operatori scolastici.
Perché il monitoraggio è importante
Il monitoraggio ministeriale sugli episodi di violenza rappresenta uno strumento fondamentale non solo per contare gli eventi più gravi, ma anche per orientare politiche formative, di sicurezza e di gestione dei conflitti all’interno delle scuole. La raccolta sistematica dei dati consente di individuare tendenze, aree geografiche critiche e tipologie di dinamiche relazionali che richiedono risposte mirate.
In questo senso, il Ministero prosegue nell’impegno di sostenere iniziative educative e formative, di rafforzare i percorsi di orientamento al rispetto reciproco e di consolidare un ambiente scolastico sicuro per tutte le componenti della comunità educante.








