di Maria Rosaria Tosiani in Amministrare la scuola 12/2022

Tipologie di finanziamenti, tempistica, modalità di utilizzo. Focus sulle procedure da seguire per la migrazione al cloud, l’implementazione di un modello standard di siti web per le scuole ed infine sulle azioni del Piano Scuola 4.0.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il piano che l’Italia ha preparato dopo la pandemia da COVID-19 per rilanciare l’economia e per dare una spinta allo sviluppo digitale ed ecologico del nostro Paese. Gli investimenti previsti ammontano a circa 222,1 miliardi di euro, molti dei quali (all’incirca) verranno destinati proprio alle scuole italiane. Il Piano prevedrà diverse misure e attuazioni, con riforme ed investimenti che riguarderanno lo svecchiamento e la digitalizzazione di oltre 100.000 classi, la creazione di laboratori per le nuove professioni digitali, misure specifiche per gli ITS, l’orientamento per accompagnare gli studenti nella scelta del percorso di formazione, il reclutamento e la formazione degli insegnanti, i nuovi ambienti per la didattica e l’edilizia, l’innovazione dei contenuti didattici. Al momento due sono i filoni dei finanziamenti, da un lato il Piano scuola 4.0 dell’altro la specifica Missione (M1) dedicata alla “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”.

La Componente 1 (M1C1) riguardante la “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione” ed uno specifico am­bito di intervento denominato “Digitalizzazione PA” con risorse pari a oltre 6 miliardi di euro che prevede sette investimenti e tre riforme.

Tra gli investimenti occorre segnalare

Investimento 1.2 Abilitazione e facilita­zione migrazione ai cloud con risorse pari a 1 miliardo di euro.
Investimento 1.4 Servizi digitali e cittadi­nanza digitale con risorse pari a 2,01 miliardi di euro.

Entrambi gli investimenti sono gestiti dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale.

Nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, il Dipartimento per la trasforma­zione digitale e il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digita­le, Pago PA S.p.A. e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, hanno definito il Programma «Scuo­la digitale 2022-2026», composto da quattro in­terventi:

  • Migrazione al cloud: finalizzato a realiz­zare la migrazione dei servizi/applicazioni delle Istituzioni scolastiche verso infrastrutture e so­luzioni cloud qualificate.
  • Siti web: finalizzato a migliorare la fruibi­lità dei servizi digitali offerti a famiglie, alunni e personale scolastico delle Scuole, migliorando l’accessibilità, la funzionalità e la navigabilità dei siti web, tramite l’adeguamento ad un modello standard.
  • PagoPA e app IO: finalizzato ad accelerare l’adozione di pagoPA, la piattaforma digitale per i pagamenti verso le Pubbliche Amministrazio­ni, e di app IO quale principale punto di contat­to tra Enti e cittadini per la fruizione dei servizi pubblici digitali.
  • SPID e CIE: finalizzato a promuovere l’a­dozione dell’identità digitale (Sistema Pubbli­co di Identità Digitale, SPID e Carta d’Identità Elettronica, CIE), consentendo l’accesso ai ser­vizi digitali erogati dalle Istituzioni scolastiche attraverso SPID e CIE.

I primi due interventi vedono le scuole come beneficiari diretti, gli altri due il Ministe­ro dell’Istruzione.

Qui per la lettura integrale del contributo di Tosiani:
https://www.rivisteonline.euroedizioni.it/sfoglia-le-riviste

 

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