Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole sul regolamento del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativo alle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo. Dopo una prima interlocuzione avvenuta nelle scorse settimane, l’organo consultivo ha confermato la validità dell’impianto proposto dal Ministero, consentendo di procedere verso l’adozione dei nuovi programmi per scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

Le Indicazioni entreranno in vigore dal 1° settembre 2026, inaugurando una revisione complessiva del quadro curricolare del primo ciclo.

La revisione delle Indicazioni nazionali mira a costruire un equilibrio tra:

  • l’esigenza di aggiornare metodologie e contenuti alla luce dell’innovazione didattica e scientifica;

  • la valorizzazione del patrimonio culturale e storico della civiltà occidentale, considerato asse portante dell’identità europea.

L’obiettivo è rafforzare competenze linguistiche, logico-matematiche e storico-civiche, promuovendo percorsi progressivi e verticali dai 3 ai 14 anni.

Nel suo parere, il Consiglio di Stato ribadisce che le Indicazioni nazionali svolgono il ruolo di cornice educativo-culturale, mentre la progettazione curricolare compete alle singole scuole, in coerenza con l’autonomia prevista dal DPR 275/1999.

Il Ministro Giuseppe Valditara ha accolto con soddisfazione il parere, rivendicando la “leale collaborazione istituzionale” che ha permesso di arrivare a un testo ritenuto equilibrato e giuridicamente solido.

Tuttavia, il Consiglio di Stato segnala anche alcune criticità: in alcune parti, il documento utilizza formulazioni tecniche e meta-linguaggi complessi che potrebbero ridurre lo spazio di flessibilità progettuale delle scuole; in altre, chiede un maggiore rigore normativo per garantire certezza del diritto ed evitare interpretazioni difformi.

Con il parere positivo, la macchina editoriale può ufficialmente avviarsi alla revisione dei libri di testo, che dovranno essere pronti per la procedura di adozione prevista nella primavera del 2026.

Tra le principali novità che gli editori sono chiamati a recepire:

  • introduzione dei classici già nella scuola primaria;

  • rafforzamento della grammatica, della sintassi e delle competenze linguistiche;

  • potenziamento dello studio della storia, con particolare attenzione alla tradizione occidentale;

  • orientamento “a casi” nelle discipline STEM, con un approccio dal concreto alla teoria;

  • ritorno del latino come disciplina opzionale a partire dalla seconda media.

Si tratta di un cambiamento che richiederà un significativo aggiornamento dei materiali didattici e delle progettazioni editoriali.

Per l’ufficialità dei nuovi programmi manca ora solo la firma del regolamento ministeriale.
Con l’entrata in vigore prevista per il settembre 2026, scuole, docenti ed editori avranno un margine temporale per prepararsi al cambiamento, pur in un quadro che richiederà equilibrio tra rigore curricolare e pieno rispetto dell’autonomia scolastica.

Non ha ancora un account? Registrati ora!

Accedi con il tuo account