Il ministro dell'Istruzione, Bianchi, ha firmato l'atto di indirizzo per il rinnovo di contratto comparto Istruzione e Ricerca.

Atto di indirizzo contratto Istruzione e Ricerca

E’ stato firmato dal Ministro dell’Istruzione l’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale relativo al triennio 2019/2021 riguardante il comparto Istruzione e Ricerca. L’atto di indirizzo è stato quindi trasmesso all’Aran, pertanto può partire anche la trattativa con i sindacati in merito ai contenuti del testo.

Tale atto è finalizzato ad individuare gli indirizzi relativi al rinnovo contrattuale per il triennio 2019-2021 per il personale di cui all’articolo 5 del CCNQ “per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale (2019-2021)”, del 3 agosto 2021, ed interviene a completamento della cornice negoziale contenuta nell’atto di indirizzo quadro per i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021 del 20 aprile 2021, che costituisce parte integrante dell’atto di indirizzo. 

Punti di riferimento per il raggiungimento degli obiettivi prefissati da tale atto saranno il “Piano nazionale di ripresa e resilienza” e il “Patto per la Scuola al centro del Paese” nonché il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” del 10 aprile 2021. La contrattazione nazionale relativa al triennio 2019-2021 dovrà, a sua volta, prioritariamente tenere conto delle specificità organizzative, gestionali e funzionali degli Atenei, degli Enti pubblici di ricerca e delle Istituzioni AFAM.

I rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021 dovranno, pertanto, costituire l’occasione per favorire un sistema integrato e innovativo della ricerca pubblica connotato dalla specificità delle attività per assicurare attrattività, meritocrazia, flessibilità e mobilità.

Parti comuni, priorità contrattuali e indirizzi generali

Il contratto relativo al comparto Istruzione e Ricerca sarà articolato in una parte comune e in più sezioni speciali, una per ciascuno dei precedenti comparti contrattuali. Esso, provvederà, compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente, tra l’altro, a: 

  • disciplinare un sistema strutturato di formazione per tutto il personale; 

  • valorizzare il personale, anche attraverso forme di incentivazione alla formazione e all’impegno nelle attività di sostegno all’autonomia scolastica; 

  • rafforzare gli strumenti di dialogo e di partecipazione tra l’Amministrazione e le rappresentanze del personale; 

  • rivedere i sistemi di classificazione professionale individuando soluzioni innovative orientate all’adeguamento dei processi lavorativi e alla valorizzazione delle professionalità necessarie per lo svolgimento delle attività di ricerca, formazione, gestione e trasferimento, in un mutato contesto sempre meno ingessato, ma più dinamico, qualificato e internazionale. Valuterà l’ARAN in tale rivisitazione le modalità ritenute più idonee per la valorizzazione di posizioni e ruoli non dirigenziali per i quali siano richiesti più elevati livelli di autonomia e responsabilità gestionale e/o più elevate competenze professionali o specialistiche in armonia con quanto chiarito nelle sezioni speciali che seguono; 

  • adeguare, nel limite delle risorse a tale fine disponibili le retribuzioni complessive del personale delle Università, degli Enti pubblici di ricerca, delle Istituzioni AFAM e delle Istituzioni scolastiche ed educative, anche tenendo conto di quanto previsto dai commi 297, 309 e 310 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, nonché delle specificità e del valore professionale richiesto per l’espletamento delle loro funzioni, anche in relazione a analoghe realtà europee e prevedere, altresì, strumenti contrattuali specifici che agevolino, nei limiti delle norme di legge, la flessibilità, l’interscambio e la mobilità, anche europea ed internazionale, fra organizzazioni pubbliche e private operanti sugli stessi domini scientifici, tecnologici, artistici; 

  • completare il recepimento della Raccomandazione della Commissione Europea dell’11 marzo 2005 riguardante la Carta Europea dei ricercatori e il Codice di Condotta per l’Assunzione dei Ricercatori (2005/251/CE), anche tenendo conto delle indicazioni contenute nel documento European Framework for Research Careers e degli sviluppi successivi della normativa Europea in tema di Spazio Europeo della Ricerca di cui all’articolo 179 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (Comunicazione della Commissione 2020/628/CE e Conclusioni del Consiglio europeo del 28.5.2021). Al riguardo, dare attuazione alle disposizioni del decreto legislativo 25 novembre 2016 n. 218 recante “Semplificazione e attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell’art. 13 della legge 7 agosto 2015, n.124”; 

  • valorizzare il merito e la valutazione del personale in attuazione delle vigenti norme, evitando forme di corresponsione generalizzata dei trattamenti accessori definiti in sede integrativa. 

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