La responsabilità del datore di lavoro - sui cui incombono gli obblighi ex art. 2049 c.c. - non è esclusa dalla circostanza che la condotta di mobbing provenga da un altro dipendente, posto in posizione di supremazia gerarchica rispetto alla vittima, ove il datore di lavoro sia rimasto colpevolmente inerte nella rimozione del fatto lesivo.

Corte di Cassazione, Sez. VI, 11 giugno 2021, n. 16534

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