Si chiede di sapere se la quota variabile di direzione spetti ad un Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi che, illegittimamente licenziato, sia stato successivamente reintegrato. Nello specifico infatti il giudice ha condannato il Ministero dell’Istruzione a corrispondere al reintegrato “un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, come risultante dall’ultima bista paga del reintegrato per il periodo dal giorno del licenziamento a quello dell’effettiva reintegrazione”. Si osserva infatti in merito che detta indennità NON costituisce un elemento della citata retribuzione, NON figura nella busta paga, in quanto posta retributiva di carattere accessorio, a carico del Fondo dell’Istituzione Scolastica. Il quesito è formulato anche in ragione dei riflessi che detta corresponsione avrebbe sui fondi assegnati all’Istituzione Scolastica per la contrattazione di Istituto, ammesso che, qualora dovuta, la citata indennità non debba essere liquidata direttamente dal Ministero, bensì dall’Istituto stesso attingendo a detti finanziamenti.

Risposta

Il “Jobs Act” (Decreto legislativo 23/2015, art. 4), per come modificato dal cosiddetto “Decreto Dignità” [Decreto legge 87/2018] stabilisce che al dipendente illegittimamente licenziato spetta una indennità risarcitoria pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione (di riferimento per il calcolo del TFR) per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 6 e non superiore a 36 mensilità.

L’ART.56 DEL CCNL del 29/11/2007 prevede che : “Ai DSGA delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative è corrisposta un’indennità di direzione come nella misura prevista dalla Tabella 9. La stessa indennità è corrisposta, a carico del fondo di cui all’art. 88, comma 2, lettera i), al personale che, in base alla normativa vigente, sostituisce la predetta figura professionale o ne svolge le funzioni.   2. Ai sensi dell’art. 4, comma 2 del CCNQ del 29 luglio 1999, a decorrere dal 1/1/2006 l’indennità di direzione, di cui al comma 1, nella misura base indicata alla Tabella 9, è inclusa nel calcolo della quota utile ai fini del trattamento di fine rapporto (TFR), in aggiunta alle voci retributive già previste dal comma 1 dell’art. 4 del CCNQ del 29 luglio 1999.

L’indennità di direzione dei DSGA costituisce un trattamento accessorio previsto e disciplinato dagli artt. 56 (indennità di direzione e sostituzione del DSGA), 77 (struttura della retribuzione), 82 (compenso individuale accessorio per il personale ATA) ed 88 (indennità e compensi a carico del fondo d’istituto) del CCNL 29.11.2007 del comparto scuola, confermato dall’art. 40, comma 4, lett. a) del CCNL Istruzione e Ricerca del 19.04.2018.

Dalla normativa in esame si rileva la struttura dell’indennità di direzione, che si configura come un elemento retributivo unitariamente ed organicamente strutturato, suddiviso nelle seguenti due sottocategorie:

  1. importo base determinato in misura fissa e corrisposto dalla Direzione provinciale del Tesoro (ora Ragioneria territoriale dello Stato);
  2. quota variabile, posta a carico del fondo d’istituto, determinata sulla base di parametri connessi a particolari tipologie di istituzioni scolastiche ed alla complessità organizzativa esistente nella scuola di titolarità.

Inoltre, in virtù del richiamo operato dal predetto art. 88 le modalità di corresponsione dell’indennità in parola sono disciplinate dal CCNI del 31.8.1999 mentre le misure della stessa sono definite dalla tabella 9 allegata al su citato CCNL 29.11.2007, come modificata dall’art. 3 della sequenza contrattuale per il personale ATA del 25 luglio 2008.

Per cui ai fini del TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO la Base di calcolo è data:

Stipendio Tabellare (compresa IISS)

+ Tredicesima mensilità

+ indennità di direzione oppure RPD/CIA (dal CCNL 27/11/2007)

Dove nell’indennità di direzione è da considerare sia la quota fissa che la quota variabile.

Ad avviso di chi scrive tuttavia l’onere del pagamento non può essere a carico dell’Istituzione scolastica ma su apposito capitolo del Bilancio dello Stato.