DOMANDA

Vorremmo sapere se i periodi di disoccupazione possono essere conteggiati ai fini del raggiungimento dei 20 anni contributivi richiesti per  il trattenimento in servizio fino a 71anni.

RISPOSTA

I periodi durante i quali viene percepita l’indennità di disoccupazione Naspi contribuiscono, nella generalità dei casi, al raggiungimento della pensione, perché il lavoratore ha diritto all’accredito dei contributi figurativi.

Si tratta di contributi accreditati direttamente dall’Inps, che servono sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

Per quanto riguarda il diritto alla pensione, i contributi figurativi sulla disoccupazione sono utili:

  • al raggiungimento della pensione di vecchiaia (nel biennio 2019-2020, per la generalità degli iscritti, è richiesta un’età minima di 67 anni e una contribuzione minima di 20 anni; è richiesto anche un assegno superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995);
  • al raggiungimento della pensione anticipata (per la quale il requisito è pari a 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini; almeno 35 anni, però, devono essere conteggiati al netto dei periodi di disoccupazione e di malattia non integrata, per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria).

Non sono utili, invece, al raggiungimento della vecchia pensione di anzianità, ed alle deroghe alla Legge Fornero vigenti, basate su questa tipologia di pensione, come l’Opzione Donna, in quanto è richiesto, per qualsiasi pensione di anzianità e anticipata (per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria), il requisito di 35 anni di contributi al netto dei periodi di disoccupazione e malattia. Anche per la Quota 100, per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, deve essere verificato il requisito dei 35 anni di contribuzione minima al netto dei periodi di disoccupazione e malattia.

Per chi è nel sistema contributivo puro, cioè per i giovani assicurati dal 1996,  i periodi di disoccupazione non possono essere utilizzati (al pari di tutti gli altri contributi figurativi):

  • per il perfezionamento dei 20 anni di contributi necessari a conseguire la pensione anticipata all’età di 64 anni;
  • per il perfezionamento dei 5 anni di contributi per ottenere la pensione di vecchiaia a 71 anni.

In risposta al quesito posto, pertanto, gli anni di disoccupazione sono utili ai fini della contribuzione minimia di 20 anni per il raggiungimento della pensione di vecchiaia, tuttavia bisogna fare una precisazione: la pensione di vecchiaia viene riconosciuta al compimento dei 67 anni (non 71) solo quando sono presenti almeno 20 anni di contributi (in alcuni casi eccezionali è possibile accedere con 15 anni di contributi grazie alle deroghe contenute nella legge Amato del 1992).

Per quel che riguarda la domanda di trattenimento in servizio, in base alle disposizioni della riforma della Pubblica amministrazione del 2014, essa può essere presentata solo nel caso che permanendo in servizio fino al compimento dei 71 anni il dipendente riesca a maturare i contributi necessari per accedere alla pensione di vecchiaia (20 anni di contributi).