Il principio generale della trasparenza dell’attività amministrativa, sancito dall’art. 1,comma 1, della legge n. 241 del 1990, è un valore chiave del nostro ordinamento finalizzato a garantire sia un controllo diffuso di legalità sia a coniugare garanzie ed efficienza nello svolgimento dell’azione dei pubblici poteri. Come è stato autorevolmente rilevato “Il procedimento amministrativo è all’origine della questione della trasparenza e per molto tempo esso è stato considerato il luogo privilegiato (anche se non esclusivo) di realizzazione del relativo principio, in quanto capace di evidenziare il suo legame con l’istituto della partecipazione e, più in generale, con una nozione non autoritaria, ma democratica, di pubblica amministrazione”.


Le norme della legge n. 241 sostituiscono il principio di segretezza con quello di informazione e comportano una revisione complessiva dei rapporti tra amministrazioni e cittadini. Occorre quindi partire, per delineare le coordinate generali della disciplina della trasparenza dal diritto di accesso ai documenti amministrativi, disciplinato dall’art. 22 e ss. della legge citata legge n. 241 del 1990. Tale posizione giuridica soggettiva si sostanzia nel diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi. Gli interessati sono tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso. Il diritto di accesso costituisce uno strumento di contemperamento delle contrapposte esigenze di celerità dell’azione amministrativa e di garanzia degli interessi dei soggetti titolari di situazioni giuridiche di un procedimento amministrativo. Si è rilevato che “Ai destinatari dell’azione amministrativa è, infatti, consentito di tutelare i propri interessi sia in via diretta, mediante la partecipazione al procedimento amministrativo, sia indirettamente attraverso la facoltà di conoscere la documentazione delibata dall’amministrazione ai fini della ponderazione degli interessi pubblici e privati coinvolti nell’esercizio della funzione amministrativa e della conseguente determinazione finale” .


Il principio generale della trasparenza amministrativa è stato rafforzato sulla dalla legge 28 novembre 2012, n. 190 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione “e dal D.lgs. 14 marzo 2013, n.33 e s.m.i che, prevedendo una serie assai ampia di obblighi di pubblicità, è finalizzato a realizzare forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. L’art. 1del d.lgs. n. 33 del 2013 e s.m.i, stabilisce che “La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.


Alla luce della normativa richiamata, la trasparenza ha, pertanto, molteplici finalità. Persegue, infatti, lo scopo “di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”; concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, imparzialità, buon andamento, responsabilità; efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione”; “è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali; “integra il di diritto ad una buona amministrazione e corre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino”; persegue fini di “prevenzione, contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione”. L’art. 1, comma 3 precisa, inoltre, che le disposizioni del decreto integrano l’individuazione del livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai fini di trasparenza, prevenzione, contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione a norma dell’art. 117, secondo comma, lett. m) Cost. e costituiscono altresì esercizio della funzione di coordinamento statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale, di cui all’art. 117, secondo comma lett. r), Cost.

di Carmen Juvone, Avvocato esperto di diritto costituzionale e amministrativo, articolo pubblicato sul numero 2 di Scienza dell'Amministrazione scolastica, Euroedizioni Torino, 2021, p. 12

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