La partecipazione alle gare di appalto implica la tacita accettazione delle regole di trasparenza, imparzialità e par condicio che naturaliter valgono a conformarne l'iter; la decisione di partecipare, indi, implica in nuce e ab initio la volontà di consentire il pieno disvelamento della domanda di partecipazione, delle caratteristiche della offerta formulata e financo di quelli che, secondo motivata e comprovata dichiarazione dell'offerente, costituiscono segreti tecnici o commerciali (in quest'ultimo caso, beninteso, allorquando ciò si renda necessario per l'esperimento di un'azione giurisdizionale avverso gli atti della procedura, a mente del citato art. 53, comma 5, lett. a), e comma 6 del d.lgs. n. 50/2016) (Tar Napoli, sentenza n. 4019/2020).

È ravvisabile un interesse concreto e attuale, suscettibile di favorevole apprezzamento giuridico, all'accesso agli atti relativi alla fase esecutiva del contratto di appalto, con vicende che potrebbero condurre a risoluzione dello stesso per inadempimento e riedizione della gara, purché l'istanza di accesso non si traduca in una generica volontà di verificare il corretto svolgimento del rapporto contrattuale (Tar Roma, sentenza n. 7125/2021).

Non rilevano, ai fini del riconoscimento o meno dell'accesso agli atti della procedura di gara, ivi comprese le domande di partecipazione degli altri operatori controinteressati, la posizione in graduatoria del richiedente l'accesso o le sue più o meno cospicue chances di vittoriosamente esperire i rimedi giurisdizionali (Tar Napoli, sentenza n. 2210/2021). 

Sussiste un preciso onere in capo all'interessato di dimostrare l'effettiva sussistenza di un segreto industriale e commerciale da salvaguardare, che si affianca all'onere della pubblica amministrazione (stazione appaltante) di valutare in modo motivato le argomentazioni presentate, al fine di verificare l'effettiva operatività del regime di segretezza da opporre al richiedente l'accesso agli atti della gara. Del resto, la decisione di partecipare, alla gara implica in nuce e ab initio la volontà di consentire il pieno disvelamento della domanda di partecipazione, delle caratteristiche dell'offerta formulata e financo di quelli che, secondo motivata e comprovata dichiarazione dell'offerente, costituiscono segreti tecnici o commerciali. (Tar Napoli, sentenza n. 2971/2021).

La disciplina dell'accesso civico generalizzato, fermi i divieti temporanei e/o assoluti di cui all'art. 53, d.lgs. n. 50 del 2016, è applicabile anche agli atti delle procedure di gara e, in particolare, all'esecuzione dei contratti pubblici, non ostandovi in senso assoluto l'eccezione del comma 3 dell'art. 5-bis, d.lg. n. 33 del 2013 in combinato disposto con l'art. 53 e con le previsioni della l. n. 241 del 1990, che non esenta in toto la materia dall'accesso civico generalizzato, ma resta ferma la verifica della compatibilità dell'accesso con le eccezioni relative di cui all'art. 5-bis, commi 1 e 2, a tutela degli interessi-limite, pubblici e privati, previsti da tale disposizione, nel bilanciamento tra il valore della trasparenza e quello della riservatezza (Consiglio di Stato, sez. V, 19 aprile 2021, n.3162).

È ravvisabile, in capo agli operatori del settore, un interesse concreto e attuale nonché una conseguente legittimazione, ad esercitare il rimedio dell'accesso civico agli atti della fase esecutiva di un contratto pubblico, in relazione a vicende che potrebbero condurre alla risoluzione per inadempimento dell'aggiudicatario e quindi allo scorrimento della graduatoria o alla riedizione della gara; ciò, fermi restando i limiti generali in materia: lo scrutinio, sull'istanza, di necessità e proporzionalità orientato dalla massimizzazione della tutela della riservatezza e della segretezza, in danno della trasparenza, la valutazione in merito alla ricorrenza, in concreto, di esigenze difensive prospettate dall'istante, la pertinenza dei documenti richiesti rispetto alle esigenze stesse, la verifica che tale istanza non si traduca in una generica volontà da parte del terzo istante di verificare il corretto svolgimento del rapporto contrattuale (Tar Cagliari, sentenza n. 254/2021);

L'Amministrazione aggiudicatrice deve consentire all'impresa interessata di accedere agli atti di una procedura pubblica, pertanto qualora l'Amministrazione aggiudicatrice rifiuti l'accesso o impedisca con comportamenti l'immediata conoscenza degli atti di gara e dei relativi allegati, il termine per l'impugnazione degli atti comincia a decorrere solo dal momento in cui l'interessato li abbia conosciuti (Consiglio di Stato, sez. III, 16 febbraio 2021, n. 1428).