Il TAR Puglia in una pronuncia ha affrontato il caso di un alunno non ammesso alla classe successiva nel contesto del giudizio conclusivo dell'anno scolastico governato da un fenomeno del tutto imprevisto e imprevedibile come la pandemia Sars-CoV-2.
La decisione di accoglimento del ricorso da parte del TAR può essere così sintetizzata: il Consiglio di classe, nel contesto della valutazione dell’anno scolastico 2019-2020, deve motivare la non ammissione dell’alunno sulla base di carente frequenza dell’attività didattica già verbalizzata per il primo periodo didattico; mentre non può costituire un elemento di valutazione la scarsa disponibilità di apparecchiature tecnologiche per realizzare la didattica a distanza. In sintesi, il superamento delle difficoltà di apprendimento manifestatesi nel secondo periodo dell’anno richiedono sforzi di adattamento da parte dell’Istituzione scolastica e le carenze organizzative non possono fondare alcun elemento valutativo relativo all’alunno.
Ossia, nella vicenda in esame è stata affrontata la questione della - secondo alcuni “automatizzata” - promozione in deroga ai criteri stabiliti dal D.P.R. n. 122/2009 (noto come il “Regolamento sulla valutazione degli alunni”). La deroga alle disposizioni del 2009 è delineata dalla circolare dell’O.M. n. 11 del 16 maggio 2020, che come risaputo, prevede diverse disapplicazioni delle disposizioni in tema di valutazione relativamente all’anno scolastico trascorso. Vediamo le principali deroghe di quest’anno in tema di valutazione per poi passare alla disamina del caso concreto.

Tar Bari, 08 ottobre 2020, n. 1253