L’applicazione della sanzione disciplinare non è condizionata dalla c.d. pregiudiziale penale, e cioè dall’accertamento del reato da parte dell’Autorità giudiziaria. Poiché l’azione penale e quella disciplinare perseguono finalità differenti ed autonome, è l’organo disciplinare che deve verificare, nell’ambito delle sue competenze e per le finalità sue proprie, se i fatti verificatesi possano integrare gli estremi del reato.

Sul giudizio di proporzionalità della sanzione rispetto alla condottainfluisce anche lo scandalo che questa abbia provocato nella comunità locale e la recidiva dell’alunno.

Ai fini dell’applicazione della sanzione dell’allontanamento dalla scuolaper un periodo superiore a 15 è irrilevante la dedotta insussistenzadi una situazione di pericolo (stante nel caso l’avvenuto sequestro della droga da parte dei Carabinieri), poiché l’art. 4 comma 9, del D.P.R. n. 249/1998 contempla due ipotesi alternative tra loro ( “o” ):

  • siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana;

  • esista una situazione di pericolo rispetto alla commissione del reato.

Comunque la droga è di per sé un gravepericolo quando viene reperita in ambiente scolastico anche perl’effetto dell’insorgere di effetto emulativo tra i compagni di istituto. La sanzione dell’allontanamento dalla scuola per un periodosuperiore a 15 gg. è una sanzione pur prevista dall’ordinamento(art. 4 comma 9 DPR 24 giugno 1998 n. 249) che non contraddice ilprincipio secondo il quale la scuola deve essere vicina agli studentipiù manchevoli, allorché, ricorrendo la gravità del caso,l’allontanamento rimanga l’estremo rimedio atto a far comprendere ildisvalore delle azioni commesse.(Fattispecie nella quale due studenti in attesa della partenza per ilprogrammato viaggio di istruzione ad Atene, erano trovati inpossesso di quantità di hascish sufficiente per confezionare da 40 a 60 dosi di “fumo”).

Consiglio di Stato - sez. VI - sent. 18/10/2002 n. 6794