La timbratura del cartellino, nell’apposito apparec­chio marcatempo, effettuata falsamente da altro col­lega di lavoro, configura il deliberato e volontario tentativo di trarre in inganno il datore di lavoro. Tale condotta è idonea a ledere irrimediabilmente il vin­colo fiduciario caratterizzante il rapporto di lavoro fra le parti e legittima il recesso per giusta causa.

Corte di Cassazione . Sez. Lav. 25 maggio 2016, n. 10842