La questione verte sulla legittimità del D.M. del 30 luglio 2021 circa la mancata indicazione di talune sedi intesa quale rinuncia per quelle non espresse e quindi determinante la preclusione del rifacimento delle operazione anche per altra classe di concorso o tipologia di posto
Il Tribunale di Lecce ha precisato 
che il comma 8 dell’art. 4 del D.M. n. 242/2021, laddove dispone che “la mancata indicazione di talune sedi è intesa quale rinuncia per le sedi non espresse. La rinuncia all’incarico preclude il rifacimento delle operazione anche per altra classe di concorso o tipologia di posto“, si riferisce alla mancata indicazione di talune sedi nella domanda per la partecipazione alla procedura straordinaria di assunzioni in ruolo disciplinata dal D.L. 73/2021. Al contrario, la procedura di istituzione delle graduatorie provinciali e d’istituto, nonché di conferimento delle relative supplenze per il personale docente ed educativo sono regolate dall’O.M. n. 60/2021, nella quale si precisa che a tale procedura si applicano gli artt. 4 e 5 del D.M. 242/2021 solo in quanto compatibili. 

Pertanto, la normativa specifica per il conferimento degli incarichi di supplenza non contempla l’ipotesi di rinuncia (presunta) per mancata indicazione delle sedi, ma solo dalla mancata accettazione di una formale proposta di assunzione (quindi rinuncia espressa all’incarico) fa discendere la sanzione della perdita del titolo a ulteriori proposte di supplenza.

Sicché nella pronuncia è così statuito “a prescindere dalla legittimità o meno della norma di cui al predetto D.M. che prevede la sanzione della preclusione della partecipazione alle procedure di assegnazione di incarichi a tempo determinato finalizzati all’immissione in ruolo nell’ipotesi di mancata indicazione di talune sedi per le quali è stata in precedenza espletata la procedura di assegnazione dell’incarico di docenza, detta norma non è applicabile, in quanto non compatibile, in relazione alle procedure per l’assegnazione delle supplenze […] di talchè l’indicazione di talune sedi piuttosto che di altre non può assumere valore dirimente al fine di potere considerare come rinunciate quelle non indicate, proprio perché non conosciute a priori dagli aspiranti.“

Sulla base di tale assunto, il Tribunale ha accolto le istanze della reclamante, respingendo le avverse deduzioni del Ministero circa la piena legittimità tanto del D.M. 242/2021 nella parte censurata dalla docente, quanto della sua conseguente applicazione al caso.

Tribunale di Lecce – Ordinanza n. 32232-2022 del 21.06.2022