Secondo il Tar Lazio i vincitori di concorso con riserva devono essere assunti in ogni caso in quanto non può essere atteso che si sciolga la riserva e al contempo non può essere atteso l'accantonamento della cattedra.

Un aspirante docente aveva partecipato ad un concorso dopo aver conseguito all’estero il suo titolo di abilitazione, e quindi, successivamente, era in attesa del formale decreto di riconoscimento da parte del dipartimento ministeriale di competenza. Dopo la formazione della graduatoria di merito, l'aspirante docente-ricorrente risultava "accantonato", quindi in attesa dello scioglimento della riserva da parte dell’Amministrazione. L'accantonamento era infatti determinato dalla mancata comunicazione ufficiale di validità della sua idoneità in quanto conseguita in uno stato membro della Comunità Europea. Veniva pertanto richiesto l'annullamento del provvedimento che disponeva la formazione della graduatoria di merito.

In prima istanza il Collegio amministrativo del Tar Lazio così si esprime nel caso di specie: “L’ammissione con riserva ad una procedura concorsuale dovrà perdurare e riverberarsi anche nel segmento procedimentale successivo all’espletamento della procedura concorsuale e costituito dalla immissione in ruolo ed altresì nella stessa conseguente fase negoziale della stipula del contratto di lavoro. E dunque, nel caso in cui il titolo conseguito all’estero non dovesse essere riconosciuto, si realizzerebbe una specifica condizione risolutiva ex lege, anche se non formalizzata espressamente nel contratto individuale, in quanto pur sempre atto presupposto alla stipula dello stesso”.

Quindi è stato annullata la graduatoria di merito in quella parte in cui veniva esclusa l'immissione in ruolo seppur con riserva.

Tar Lazio, sentenza n. 10980/2021