Il docente in part time verticale, con orario di lavoro superiore al 50%, è obbligato a richiedere l'autorizzazione per eventuali attività extra, pena il riversamento di tutti i compensi ricevuti. In alcuni casi tuttavia il giudice contabile può, anzichè sanzionare il docente con il riversamento totale dei compensi, disporre una riduzione del danno erariale, nel caso di specie stimato pari al solo 10% degli importi totali che avrebbero dovuto essere riversati.

Nel caso conreto, il docente aveva avvertito il proprio istituto scolastico delle attività sportive dilettantistiche, ma non aveva mai chiesto formale autorizzazione, forse pensando che i compensi ricevuti potessero rientrare nei rimborsi spesa previsti dalla normativa.

Se da un lato non vi è alcun dubbio sulla violazione della normativa sugli incarichi svolti senza autorizzazione, che avrebbero potuto tenere indenne esclusivamente il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale «con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno (art. 53, comma 6, d.lgs. 165/01), dall'altro lato il potere di riduzione intestato al giudice contabile deve essere applicato nel caso di specie.

In primo luogo, in quanto la prestazione lavorativa, a tempo parziale del convenuto, negli anni in cui ha percepito i compensi, era di poco superiore al 50 per cento. In altri termini, per poche ore il docente non è potuto rientrare nelle cause di esclusione previste dal comma 6 dell'art.53 del Testo unico del pubblico impiego.

In secondo luogo, perché un dubbio avrebbe potuto nascere tra i compensi percepiti in assenza di autorizzazione e le disposizioni legislative recate dall'art.90, comma 23, della legge 289/2002 (norma oggi abrogata dal d.lgs. n.36/2021) secondo cui «i dipendenti pubblici possono prestare la propria attività, nell'ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche, fuori dall'orario di lavoro, purché a titolo gratuito e fatti salvi gli obblighi di servizio, previa comunicazione all'amministrazione di appartenenza. Ai medesimi soggetti possono essere riconosciuti esclusivamente le indennità e i rimborsi».

Infine, tenuto conto delle plausibili difficoltà interpretative della normativa, dovute alla natura dell'incarico svolto, e del fatto che il docente ha regolarmente ottemperato alla normativa fiscale in materia, il Collegio contabile ha applicato il potere riduttivo applicando stimando il danno erariale nella misura del 10% del totale delle somme oggetto di contestazione.

Corte dei Conti della Sardegna, sentenza n. 230 del 2021