Il fatto in analisi muove dalla circostanza per cui ai candidati esterni all’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione era stato imposto che svolgessero le relative prove conclusive al termine dell’emergenza epidemiologica, a differenza di quelli interni che hanno sostenuto nei canonici tempi la medesima prova, ovverosia entro il mese di luglio 2020 e che tale previsione non avrebbe dovuto comportare alcun danno ai candidati esterni; al tempo stesso l’ordinanza ministeriale del 27 giugno 2020, n.41 concernente gli esami di idoneità, integrativi, preliminari e la sessione straordinaria dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020 permette la partecipazione con riserva; che per le istituende GPS l’Amministrazione ha inteso operare una espressa deroga in favore degli studenti universitari, non ancora laureati, sforniti quindi del titolo abilitante di accesso al concorso ma nulla ha fatto per i diplomandi esterni dell’esame di Stato.

La norma che deve essere presa in considerazione è l'art. 1 comma 7 del decreto legge 22/2020 secondo cui "i candidati esterni svolgono in presenza gli esami preliminari di cui all'articolo 14, comma 2, del decreto legislativo n. 62 del 2017 al termine dell'emergenza epidemiologica e sostengono l'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo nel corso della sessione straordinaria di cui all'articolo 17, comma 11, del citato decreto legislativo. La configurazione dell'esame di Stato per i candidati esterni corrisponde a quella prevista per i candidati interni dalle ordinanze di cui al comma 1. Qualora le prove di cui al presente comma non si concludano in tempo utile, limitatamente all'anno accademico 2020/2021, i soggetti di cui al presente comma partecipano alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nonché ad altre prove previste dalle università, dalle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e da altre istituzioni di formazione superiore post-diploma, con riserva del superamento dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione … Nel periodo intercorrente tra la sessione ordinaria degli esami di Stato e la conclusione della sessione straordinaria di cui al primo periodo, i candidati esterni all'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione possono altresì partecipare a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione, comunque denominate, per le quali sia richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado, con riserva del superamento del predetto esame di Stato, fermo restando il disposto dell'articolo 3, comma 6, del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95".

Il Consiglio di Stato ha rilevato ad intepretazione di tale disposizione come 
 “l’ammissione con riserva alle procedure di istituzione delle graduatorie provinciali e d'istituto di cui all'art.4 commi 6 bis e 6 ter della legge 3 maggio 1999 n.124 non risulta giustificabile sulla base del disposto di cui all’art. 1, comma 7, D.L. n. 22 del 2020 cit., non sembrando che si faccia questione di ammissione a procedure incentrate sull’espletamento di prove concorsuali o comunque selettive; - l’inserimento nelle graduatorie regolate dall’ordinanza ministeriale n. 60 del 2020, a prescindere dal nomen iuris impiegato in taluni atti ministeriali (non vincolante l’interprete nella qualificazione giuridica degli istituti concretamente rilevanti - Consiglio di Stato Sez. IV, 5 giugno 2020, n. 3552) non pare implicare, difatti, la spendita di un potere pubblicistico di selezione del personale dipendente, bensì sembra presuppore l’esercizio di un potere privatistico, di gestione delle relative graduatorie per un’eventuale assunzione, incidente su situazioni giuridiche soggettive attive fondate direttamente sulla normativa di riferimento” (Consiglio di Stato, ordinanza 7120/2020).

Diversamente, secondo il Tar Lazio, pronuncia del 21 aprile 2021, con questa disposizione si è inteso tutelare chi non ha potuto completare il proprio percorso di studio nei tempi stabiliti non per problematiche singole, ma a causa della contesto emergenziale dovuto alla pandemia, che ha sostanzialmente bloccato la possibilità di finire nei termini ordinari il percorso di studio. Infatti, da una parte è stato previsto che i candidati esterni avrebbero svolto gli esami solo “al termine dell'emergenza epidemiologica”, comportando così che la sessione non si è potuta svolgere a luglio come consueto ma si è svolta a settembre, e dall’altra ha previsto che questi candidati potessero comunque partecipare a tutte le procedure concorsuali per le quali sia richiesto il diploma, nel frattempo bandite, con riserva del superamento dell'esame di Stato. In sostanza, proprio nell’intenzione di non addebitare ai candidati esterni disfunzioni dovute al peculiare contesto emergenziale, si è cercata una soluzione che permettesse loro la possibilità di accedere al mondo del lavoro senza che questi venissero incisi da uno spostamento delle date di esame dovute, si ripete, ad una situazione a loro non addebitabile. Se questa è la ratio delle disposizioni in esame, emerge come una previsione che non permetta la possibilità di inserirsi nelle graduatorie con riserva, qualora si sia in possesso degli altri requisiti, comporterebbe la violazione del principio di uguaglianza e la violazione del principio di ragionevolezza.