Non è fondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 4, primo comma, 35 e 51 Cost., dell'art. 1, comma 4- quinquies, del d.l. 25 settembre 2009, n. 134 (convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 novembre 2009, n. 167), il quale prevede che, a decorrere dall'anno scolastico 2010-2011, non è consentita la permanenza nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti che hanno già stipulato contratto a tempo indeterminato per qualsiasi tipologia di posti di insegnamento o classi di concorso. Invero, il rimettente pone a raffronto situazioni non omogenee e oggettivamente non comparabili, sicché la posizione dei docenti non di ruolo che rimangono inseriti nelle graduatorie non è correttamente utilizzabile quale tertium comparationis a sostegno dell'asserita disparità di trattamento rispetto ai docenti ai quali si applica la disposizione de qua. L'obiettivo prioritario del legislatore è rappresentato dall'esigenza di assicurare il tempestivo assorbimento del precariato ed è non irragionevolmente perseguito sia con la censurata cancellazione dalle graduatorie dei docenti immessi in ruolo sia con il riconoscimento della possibilità per i docenti non di ruolo di conservare l'inserimento in graduatorie relative a tutte le classi di concorso per le quali sia stata ottenuta l'abilitazione. La scelta legislativa risponde ad una logica di bilanciamento delle esigenze di piena realizzazione della professionalità dei docenti di ruolo con quelle volte a consentire il più ampio accesso possibile ai ruoli dell'amministrazione. Che solo i docenti non di ruolo siano inseriti nelle graduatorie è giustificato dalla finalità di tutela del diritto ad un'occupazione stabile, da riconoscersi con priorità in favore di chi ancora ne sia privo. Inoltre, il complessivo quadro normativo non rivela una compressione delle aspettative dei docenti di ruolo alla piena realizzazione professionale, le quali possono trovare soddisfazione attraverso forme e modalità diverse dalla conservazione dell'inserimento nelle graduatorie, a tal fine venendo in rilievo l'istituto della mobilità professionale e la facoltà del dirigente scolastico di utilizzare, a date condizioni, i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati.

Corte Costituzionale - 20/07/2016, n. 192