L'abnormità dell'istanza

Il carattere massivo e abnorme della richiesta deve essere valutato dalla singola scuola, ossia determinare se l'accoglimento della richiesta da un punto di vista organizzativo (rispondere alla richiesta, produrre le copie, ecc..) deve essere valutata da ciascuna scuola. Ossia valutare se tale accoglimento metterebbe a repantaglio il suo funzionamento. L'anac ricorda nella circolare 2/2017 che l’amministrazione è tenuta a consentire l’accesso generalizzato anche quando riguarda un numero cospicuo di documenti ed informazioni, a meno che la richiesta risulti manifestamente irragionevole.

Quando la richiesta è massiva e riguarda una mole di documenti occorre cercare un dialogo con il richiedente e concordare una riformulazione dell’istanza o sui tempi di consegna di quanto richiesto. Un rigetto per sproporzione della richiesta deve essere molto ben motivato. Se l’amministrazione non detiene i dati o i documenti oggetto dell'istanza, la richiesta non potrà essere rigettata motivando con la onerosità della richiesta.

L'istanza pretestuosa

Sono da respingere le istanze di accesso civico generalizzato se sono vessatorie o pretestuose, ossia dettate dal solo intento emulativo. Tale ipotesi deve essere sempre valutata in base a parametri oggettivi e non in base a considerazioni soggettive o ipotizzando intendimenti pretestuosi. Pertanto è la singola scuola che deve motivare sull'abuso del diritto che sta eventualmente subendo. Ragion per cui l'interesse alla trasparenza, di tipo conoscitivo, che non esige una motivazione specifica, deve in ogni caso palesarsi non in modo assolutamente generico e destituito di un benché minimo elemento di concretezza, anche sotto forma di indizio.

Sarà così possibile e doveroso evitare e respingere: richieste manifestamente onerose o sproporzionate e, cioè, tali da comportare un carico irragionevole di lavoro idoneo a interferire con il buon andamento della pubblica amministrazione; richieste massive uniche (Circolare FOIA n. 2/2017, par. 7, lett. d; Cons. St., sez. VI, 13 agosto 2019, n. 5702), contenenti un numero cospicuo di dati o di documenti, o richieste massive plurime, che pervengono in un arco temporale limitato e da parte dello stesso richiedente o da parte di più richiedenti ma comunque riconducibili ad uno stesso centro di interessi; richieste vessatorie o pretestuose, dettate dal solo intento emulativo, da valutarsi ovviamente in base a parametri oggettivi”.