L'unico limite all’istituto dell’accesso civico generalizzato è costituito dalla previsione di cui all'art. 5-bis, c. 1-3, D. Lgs 33/2013 (ndr: “Sono illegittimi i dinieghi fondati su motivi diversi da quelli riconducibili ai limiti indicati dal suddetto articolo”).
A tale proposito, anche l’ANAC con la nota n. 2022-75508 del 23.09.2022 avente ad oggetto proprio il caso in esame, nel richiamare la norma e le Linee guida emanate ricorda come: - non vi siano altre possibilità per rigettare un’istanza di accesso civico generalizzato al di là di quelle indicate espressamente nell’articolo citato nei commi da 1 a 3”.
Sulla base di quanto evidenziato, l’unica possibilità di diniego della richiesta consiste nell’individuazione di un interesse pubblico tale da costituire un’eccezione alla regola.
E ancora l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con Delibera 28/12/2016, n. 1309: L’amministrazione è tenuta a consentire l’accesso generalizzato anche quando riguarda un numero cospicuo di documenti ed informazioni, a meno che la richiesta risulti manifestamente irragionevole, tale cioè da comportare un carico di lavoro in grado di interferire con il buon funzionamento dell’amministrazione”.
La valutazione finale sarà soggettiva, pertanto difficilmente contestabile.