Inquadramento giuridico e raccordo con il piano dell'offerta formativa

Il servizio di organizzazione dei «viaggi di istruzione» è, forse, per così dire, l’affidamento che, più di ogni altro, caratterizza l’attività negoziale delle Istituzioni scolastiche. Ogni anno, infatti, il servizio si ripropone ciclicamente in quanto i «viaggi di istruzione» sono attività che integrano, necessariamente, l’offerta educativodidattica della Scuola.

A) Inquadramento giuridico e la semantica di «viaggi di istruzione»
La C.M. n. 291/1992 prevede che la locuzione comprenda almeno quattro fattispecie diverse:
«Viaggi di integrazione culturale» che possono essere effettuati sia «...in località italiane...» che «...all’estero...». Nel primo caso, l’esigenza sottesa al viaggio è quella «...di promuovere...» la «...conoscenza del...paese...» degli alunni «...nei suoi aspetti paesaggistici, monumentali, culturali e folcloristici...». Ma non solo. Il viaggio, altresì, può essere finalizzato alla «... partecipazione a manifestazioni culturali varie, ovvero a concorsi che comportino lo spostamento in sede diversa da quella dove è ubicata la scuola...». Per «...i viaggi effettuati all’estero...», invece, «...l’esigenza è rappresentata dalla constatazione della realtà sociale, economica, tecnologica, artistica di un altro paese, specie dei paesi aderenti...» all’Unione Europea.
«Viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo». Sono «...essenzialmente finalizzati alle acquisizioni di esperienze tecnico-scientifiche...». In «...questa tipologia di viaggi rientrano, oltre a quelli aventi carattere di esercitazioni didattiche, sempre nell’ambito dell’istruzione tecnica, professionale e artistica (crociere didattiche ed esercitazioni in mare, tirocini turistici, esibizioni artistiche...) anche le visite presso le realtà aziendali...».
«Visite guidate» che devono essere effettuate «...nell’arco di una sola giornata, presso complessi aziendali, mostre, monumenti, musei, gallerie, località d’interesse storico-artistico, parchi naturali, etc... per quanto attiene alle modalità di effettuazione...», infine, le «visite guidate» «...possono essere effettuate anche in un comune diverso da quello dove ha sede l’istituzione scolastica, fermi restando il rientro nella stessa giornata e il divieto di viaggiare in orario notturno...».
«Viaggi connessi ad attività sportiva». Si tratta di «...viaggi finalizzati a garantire agli allievi esperienze differenziate di vita ed attività sportive. Tale tipo di iniziativa...», poi, «...è di rilevante importanza anche sotto il profilo dell’educazione alla salute. Vi rientrano...», in particolare: «...le specialità sportive tipicizzate...»; «...le attività genericamente intese come “sport alternativi”, quali le escursioni, i campeggi, le settimane bianche, i campi scuola...»; «...la partecipazione a manifestazioni sportive...».
Questi «...tipi di viaggi...», infine, «...hanno come scopo preminente oltre alla socializzazione, l’acquisizione di cognizioni culturali integrative a quelle normalmente acquisite in classe...». È indispensabile, pertanto, che le predette «...iniziative siano programmate in modo da lasciare sufficiente spazio alla parte didattico-culturale...». Si chiarisce, infine, se ce ne fosse bisogno, che il settore dei «viaggi di istruzione» è cosa diversa «...da quello degli scambi di classe con Paesi stranieri, in ordine ai quali vige una separata, specifica disciplina...».

B) I destinatari dei viaggi

La C.M. n. 291/1992 stabilisce che destinatari dei viaggi di istruzione siano «...gli alunni delle scuole elementari e delle scuole secondarie di primo e secondo grado...». Con la sola precisazione che sarebbe «...opportuno che ad ogni viaggio...» partecipassero «...studenti compresi nella medesima fascia di età, sussistendo tra coetanei esigenze ed interessi per lo più comuni...». Nessun «...viaggio...», poi, «...può essere effettuato ove non sia assicurata la partecipazione di almeno due terzi degli alunni componenti le singole classi coinvolte, anche se è auspicabile la presenza pressoché totale degli alunni delle classi. Al divieto fanno eccezione i viaggi la cui programmazione contempli la partecipazione di studenti, appartenenti a classi diverse, ad attività teatrali, cinematografiche, musicali etc., nonché i viaggi connessi ad attività sportive agonistiche...». Si tratta di un dato non trascurabile in quanto, e lo vedremo, un Istituto Omnicomprensivo che annovera scuole primarie e secondarie (di primo e secondo grado) può riscontrare, certamente, qualche problema di quantità nella gestione dell’affidamento di cui trattasi.

C) L'autonomia organizzativa delle Istituzioni scolastiche

Le singole Istituzioni scolastiche hanno piena autonomia decisionale nell’organizzazione dei viaggi di istruzione. La C.M. n. 623/1996, a tal proposito, prevede che l’«...intera gestione delle visite guidate e dei viaggi d'istruzione o connessi ad attività sportive in Italia e all'estero...» rientri «...nella completa autonomia decisionale e nella responsabilità degli organi di autogoverno delle istituzioni scolastiche. Non deve, quindi, essere richiesta alcuna autorizzazione ai provveditori agli studi né al Ministero per l'effettuazione delle iniziative in questione...». L’art. 9, c. 1, del D.P.R. n. 275/1999, invece, da parte sua, stabilisce che le «...istituzioni scolastiche...» possono realizzare «...ampliamenti dell’offerta formativa che...» devono tenere «... conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali...»; consistere «... in ogni iniziativa coerente con le proprie finalità, in favore dei propri alunni...». E, ancora, le «...istituzioni scolastiche, nel rispetto della libertà di insegnamento... e delle finalità generali del sistema...», devono concretizzare «...gli obiettivi nazionali in percorsi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni...» (art. 4, c.1, del D.P.R. n. 275/1999). La C.M. n. 291/1992, infine, prevede che i «... viaggi d'istruzione...» debbano essere «...rimessi all'autonomia decisionale degli organi collegiali della scuola. In particolare, spetta ai consigli... di istituto... determinare, sulla base delle accertate disponibilità finanziarie, i criteri generali per la programmazione e l'attuazione delle iniziative, utilizzando gli orientamenti programmatici dei consigli di classe... la deliberazione del consiglio... di istituto... rappresenta, in sostanza, nella procedura relativa alla programmazione, progettazione ed attuazione del viaggio, l'atto finale che conclude varie fasi costituenti un vero e proprio procedimento amministrativo...». (3) Senza trascurare il «...collegio dei docenti...» che, tra l’altro, «...cura la programmazione dell’azione educativa anche al fine di adeguare, nell’ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare...» [art. 7, c. 2, lett. a), del D.lgs. n. 297/1994]. Pertanto, in breve: il Consiglio di Istituto stabilisce i criteri generali per l’attuazione dei viaggi di istruzione. Il Collegio dei docenti, invece, si occupa di inserire i viaggi d’istruzione nel PTOF.