Il reddito del revisore dei conti va escluso dal trattamento previdenziale, mentre rimane a carico della scuola l’imposta regionale sulle attività produttive (I.R.A.P.).

In questa ipotesi, pertanto, la scuola capofila avrà effettivamente l’importo ricevuto dal MIur per il finanziamento ricevuto in quanto il costo per la scuola capofila sarà pari a 1.629,00 + IRAP 8,50% = 1.767,47.

Nel caso in cui il revisore sia un libero professionista bisogna distinguere se la funzione di revisore venga svolta da ragionieri o dottori commercialisti o da altri liberi professionisti.

Nel primo caso il compenso per l’attività di revisore viene assimilato a reddito da lavoro autonomo, pertanto il libero professionista dovrà emettere regolare fattura gravata del contributo previdenziale della Cassa di previdenza di appartenenza del professionista nella misura del 4% e di I.V.A. al 22% calcolata sia sul compenso lordo che sul contributo previdenziale.

Lo stesso reddito sarà assoggettato alla ritenuta d’acconto del 20% calcolata sul solo compenso.

In questo caso l’I.R.A.P. sarà versata dal revisore in quanto ci troviamo di fronte a reddito di lavoro autonomo.

In questa ipotesi il costo per la scuola sarà pari a:

Compenso per prestazione professionale

€ 1.629,00

Contributo alla Cassa di previdenza 4%

€ 65,16

Imponibile Iva

€ 1.694,16

Iva 22%

€ 372,72

Totale

€ 2.066,88

Ritenuta d'acconto 20% sul compenso tot

€ 325,80 (= 20% di € 1.629)

TOTALE NETTO da pagare

€ 1.741,08

Nei casi in cui l’incarico sia svolto da liberi professionisti diversi da ragionieri e dottori commercialisti, il reddito corrisposto ai revisori viene inteso come reddito assimilato a reddito di lavoro dipendente in seguito alla nuova disciplina riguardante i redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa, come da art. 47, comma 1, lettera c – bis del T.U.I.R..

Quindi, su questo reddito, ricade la ritenuta I.R.P.E.F. e le addizionali I.R.P.E.F. regionali e comunali, mentre rimane a carico dell’istituzione scolastica il pagamento dell’I.R.A.P.

Nel terzo ed ultimo caso, revisore contabile designato da un’Amministrazione diversa da quella di appartenenza, l’incarico dovrà essere autorizzato dalla propria Amministrazione ai sensi e per gli effetti dell’art. 53 del D.Lgs. 31 marzo 2001 n. 165.

In questo caso il reddito percepito sarà assimilato a reddito da lavoro dipendente, su questo graveranno le ritenute I.R.P.E.F. e le relative addizionali erariali.

Questo reddito risulterà soggetto inoltre, al contributo previdenziale I.N.P.S. del 24%.

L’I.R.A.P. è a carico della scuola.

Il contributo previdenziale I.N.P.S. è fissato nella misura del 24% dei redditi ricevuti per coloro che sono già iscritti ad una forma di assicurazione obbligatoria, mentre per coloro che non sono soggetti ad altre forme pensionistiche l’aliquota riferita a tali soggetti è portata a partire dal 1/7/2017 dal 32,72% al 33,23%, con un conseguente aumento dell’aliquota sia a carico del Lavoratore che dell’Azienda.

Il contributo previdenziale è posto a carico dell’iscritto per un terzo e per due terzi a carico della scuola.