Le scuole “Capofila” per gli ambiti dei Revisori dei Conti provvedono anche alla liquidazione dei compensi all’uopo spettanti ed al rimborso delle spese di viaggio. A tal proposito la nota (del 30 settembre 2021, n. 21503), oltre che assegnare alle suddette Scuole la quota di finanziamento necessaria a far fronte a tali pagamenti, ricorda quali siano gli importi spettanti per il pagamento: “euro 1.629,00 lordo dipendente per Revisore dei conti, aggiungendo l’IRAP, pari all’8,5%, imposta a carico dell’Amministrazione. In ordine al compenso erogato ai Revisori dei conti corre l’obbligo di precisare che la legge 205/2017 non ha prorogato quanto fissato dal secondo periodo dell’articolo 6, comma 3 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 - Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di compatibilità economica - ma, tuttavia, va rilevato che nulla risulta variato rispetto alla riduzione del 10 per cento dei compensi risultanti alla data del 30 aprile 2010. A tal proposito il MEF, nella Circolare n. 14 del 23 marzo 2018 (come confermato nel chiarimento fornito dal Ragioniere Generale dello Statto con nota prot. 92948 del 30/04/2021 su richiesta della scrivente Amministrazione), ha chiarito che il compenso dei Revisori dei conti può essere rideterminato in base alla Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per il coordinamento amministrativo, del 9 gennaio 2001”.

Per cui l’importo assegnato per quest’anno scolastico risulta pari a 1.767,47 per ciascun revisore 1.629,00 +8.5% (irap) = 1.767,47.

Pertanto, la scuola capofila potrebbe trovarsi in diverse situazioni, vediamo di esaminarle alla luce di quanto previsto dalla circolare n. 92 del 4 dicembre 2003 del Servizio per gli Affari economico - finanziari Ufficio V che detta le indicazioni e le istruzioni per l’applicazione del suddetto decreto interministeriale.

In merito al trattamento fiscale e previdenziale cui assoggettare i compensi dovuti, si potrebbero instaurare le seguenti tipologie di rapporti:

  1. revisore contabile designato in rappresentanza dell’Amministrazione di appartenenza (Ministero o Ente locale);

  2. revisore libero professionista;

  3. revisore designato da un’Amministrazione diversa da quella di appartenenza (incarico autorizzato).

Nel caso in cui il revisore sia designato dall’Amministrazione di appartenenza il compenso è classificabile come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, quindi in questa tipologia di rapporto il revisore dovrà comunicare prontamente alla scuola capofila la propria posizione fiscale per l’applicazione delle ritenute erariali. Inoltre, l’istituzione scolastica dovrà applicare le addizionali I.R.P.E.F. regionali e comunali con riferimento alla residenza del revisore stesso.