Relativamente alle modalità dell’informativa ovvero, se fornire o meno i nominativi del personale utilizzato nelle attività e nei progetti, l’Aran con nota prot. n 0006076/2020 ha precisato che alla luce delle disposizioni del CCNL sottoscritto il 19 aprile 2018 (artt. 4, 5 e 22) “si ricava la conclusione che la disciplina pregressa relativa alle relazioni sindacali è stata sostituita integralmente dal nuovo dettato contrattuale”. In particolare, nell’art. 22, sono previste, tra le prerogative sindacali, alcune materie di informazione successiva, tra le quali comunque non figurano più “i nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti con il fondo d’istituto” come invece stabilito dal previgente CCNL del 29 novembre 2007, (cfr. art. 6, comma 2, lettera n), il quale dunque non trova più applicazione.

Inoltre il Garante per la Protezione dei Dati Personali, con nota prot. n° 49472 del 28/12/2020 in merito alla legittimità di fornire dati personali dei dipendenti alle organizzazioni sindacali con riguardo alle attività finanziate tramite il c.d. fondo d’istituto ha esplicitamente precisato: “Alla luce delle considerazioni che precedono, con riguardo al caso di specie, si ritiene che il quadro normativo vigente applicabile al c.d. “comparto scuola” non consenta agli Istituti scolastici di comunicare alle organizzazioni sindacali i nominativi dei docenti o di altro personale e le somme liquidate a ciascuno per lo svolgimento di attività finanziate con il c.d. fondo d’istituto”. 

Del medesimo avviso anche la giurisprudenza con la pronuncia della VI sezione del Consiglio di Stato, n. 6098 del 30/08/2021 che nel merito della questione ha precisato che: “nel bilanciamento tra la tutela della privacy e quello dell’interesse del sindacato all’accesso occorre considerare che i documenti forniti dalla scuola [in forma aggregata] sembrano contenere elementi di informazione sufficienti per l’attività di verifica dei criteri utilizzati per l’individuazione delle attività integrative e per la ripartizione delle risorse”. Pertanto, secondo il Consiglio di stato, la base giuridica su cui fondare la sussistenza dell’interesse all’accesso, così come specificata dal nuovo contratto nazionale di lavoro del comparto, non si estende fino ai dati nominati che, quindi non devono essere forniti dall’istituto scolastico.